Morire soffocato a 3 anni. Perché?

Piero Vietti

Quando muore un bambino è sempre un mistero grande. E' come se tutto il dolore del mondo si roccogliesse in un solo punto, per un breve ma infinito istante. Quando un bambino muore in modo stupido, come è successo all'Ikea di Roma per colpa di un panino rimasto in gola troppo a lungo, è la rabbia ad accompagnare quel dolore. Perché?

    Quando muore un bambino è sempre un mistero grande. E' come se tutto il dolore del mondo si roccogliesse in un solo punto, per un breve ma infinito istante. Quando un bambino muore in modo stupido, come è successo all'Ikea di Roma per colpa di un panino rimasto in gola troppo a lungo, è la rabbia ad accompagnare quel dolore. Perché?

    Come è possibile, però, che nessuno accanto a quel bambino sapesse come intervenire subito in casi del genere e si sia dovuto aspettare l'arrivo del 118, ormai troppo tardi? Si parla di medici che dovrebbero esssere o meno presenti in luoghi pubblici, ma le manovre di disostruzione per salvare un piccolo dal soffocamento sono semplici da fare, può farle chiunque e funzionano nella quasi totalità dei casi. Si imparano in pochi minuti seguendo uno degli innumerevoli corsi che Croce Rossa o associazioni di volontariato presenti in molti ospedali organizzano gratuitamente anche nelle scuole. Vale la pena di perdere due ore per impararle.

    • Piero Vietti
    • Torinese, è al Foglio dal 2007. Prima di inventarsi e curare l’inserto settimanale sportivo ha scritto (e ancora scrive) un po’ di tutto e ha seguito lo sviluppo digitale del giornale. Parafrasando José Mourinho, pensa che chi sa solo di sport non sa niente di sport. Sposato, ha tre figli. Non ha scritto nemmeno un libro.