
Sfilata di Giorgio Armani - Milano Fashion Week (foto LaPresse)
Contro ogni rancore, ecco la camicia di forza dell'amore
Insulti, sciarpe, abbracci
Pigi Battista, che non è un uomo mite (al giorno d’oggi suonerebbe un insulto) bensì ragionevole, s’è preso ieri la pazienza di una pazienza persa e ha stilato, sul Corriere, l’elenco senz’altro incompleto delle tracimazioni sociali dell’odio e di un “rancore che non conosce limiti”. Dagli insulti a Montolivo in barella a quelli alla Boldrini anche da sana. “E’ saltato il tappo. E’ finita l’èra dell’inibizione. L’immediatezza psicologica del grido, della scazzottata, dell’aggressione fisica e verbale possono dilagare. Si è più soli e più feroci”. E nessuno li tiene più, questi bruti. Conclude Pigi, sconsolato: “Non è che la quantità di rancore sia aumentata rispetto al passato. E’ che il rancore è stato sdoganato”. Non l’avrebbe consolato, forse: ma avesse girato qualche pagina del suo giornale avrebbe trovato, quantomeno, il titolo di un contravveleno: “La sciarpa con le maniche di Armani: c’è voglia di tenerezza”. Gli è che Re Giorgio ha trovato la risposta. Una sciarpa con le maniche, da indossare sopra la giacca. Che ha un po’ l’aria di una camicia di forza dell’amore, e io sono sicuro che ci finirei attorcigliato. Che Armani – che forse è anche un uomo mite, ma senz’altro è un genio dello Zeitgeist – abbia fatto centro, lo testimoniano i titolisti (che non fosse la pietà del comune destino, verrebbe sì da insultarli con rancore). Pure per la Stampa è “voglia di tenerezza”. Per Repubblica, sempre la più assertiva, è semplicemente: “Vince la tenerezza”. Com’è morbido abbracciarsi da soli, signora mia.

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