
Le fake sui vaccini e il procurato allarme di Lorenzin
In un paese in cui le bufale fanno politica, è normale che l’efficacia dei vaccini diventi opinione opinabile da uno vale uno
In un paese in cui Emiliano si può candidare segretario del Pd, usando pure i vaccini come arma di confusione di massa, è normale che i vaccini diventino argomento di fake news. In un paese in cui le fake news fanno politica, è normale che l’efficacia dei vaccini diventi opinione opinabile da uno vale uno. Il che non è. Poi, oltre alle armi di confusione di massa e all’opinionismo, ci sono anche le vecchie, care esternazioni allarmiste. Il ministro della Salute Beatrice Lorenzin ieri ha diffuso un accorato appello per la crescita simil-epidemica del morbillo: da gennaio 2017 c’è stato un preoccupante aumento dei casi, erano 844 nel 2016 e oggi sono già 700 in più. Il 230 per cento in più di un numero quasi nullo. Il fatto è che ci si vaccina di meno, dice, anche se metà dei casi riguarda persone tra i 15 e i 39 anni: prima che sbucasse Grillo. Io sono favorevole alle vaccinazioni, credo che i miei figli le avessero fatte, non ricordo. Mi ricordo che io il morbillo lo feci, ero un mostro pieno di pallini rossi e le bambine mi schifavano (tanto mi schifavano lo stesso). Non è successo niente, sono vivo. Si muore meno di morbillo che di influenza. E il procurato allarme causa più mal di testa. Era meno esantematica la Lorenzin del Fertily day.

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