
Educazioni sessuali a trabocchetto per genitori distratti
Notizie aggregate, tra sesso, matematica e seggiolini
Le notizie funzionano per aggregazione, si sa. Formano grumi. Ieri c’era questo atollo tematico, che va e viene. La denuncia di un test su base volontaria (non ministeriale) somministrato in certe scuole dal titolo “Divario di genere nel rendimento degli studenti. Il ruolo delle variabili sociali, economiche, geografiche e culturali”. Trattasi di “un breve test di matematica seguito da una scala per la rilevazione dell’ansia e dell’auto-efficacia”. Funziona che dopo le prime cinquanta domande sui numeri, si chiede ai 14-15enni del target di valutare affermazioni tipo: “l’omosessualità maschile è una perversione”; oppure: “approvo che una donna assuma un ruolo aggressivo in un rapporto sessuale”. La matematica, si sa, i ragazzi li arrapa.
A Modena invece un genitore ha denunciato (su Facebook, dove altro?) un corso di educazione sessuale per le quinte elementari in cui ci si riprometteva, tra l’altro, di aiutare i bimbi a contestualizzare “i rumori che fanno mamma e papà in camera da letto”. Mandarli direttamente su YouPorn? Ma la cosa veramente scandalosa, ma davvero, è che, al genitore, la dirigente scolastica abbia risposto assai piccata: “Quando si ritiene che il patto educativo non funzioni al meglio se ne parli in primis coi docenti e poi con me”. Far rumore, si sa, può indurre in distrazione non solo i bambini, ma anche i papà. L’importante è non sbagliare col preservativo delle formalità. Poi ieri, e non c’entra niente, è morta una bambina di 18 mesi dimenticata nel seggiolino della macchina. Qualcuno ha già chiesto una legge sui seggiolini. Distrazioni, formalità.

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