
foto LaPresse
No, le Tamponate no
Tamponi a domicilio per calciatori e consorti. Cara Michela Persico, non è vero che “il trattamento è uguale per tutti”
Non potendoci più sfogare come bestie nelle curve di stadio e fare buuu anche ai finlandesi biondi, in questa situazione di reclusi e spaventati, a un certo punto un po’ di populismo e di vaffa diventa pure utile. Quando ce vo’, è segno di civiltà. Insomma ci sono le Tamponate, che un tempo erano le wags. La fidanzata di Rugani, ha detto tranquilla come una vispa Teresa a Tpi che le hanno fatto il tampone: “Sono venuti a farmelo a casa”. Le chiedono se è proprio così normale che, mentre il tampone non lo fanno a medici e infermieri, a lei siano andati a farlo a casa: “Non so e non conosco dinamiche altrui, ma il trattamento è uguale per tutti”. Ecco, è all’uguale per tutti che anche il più incallito degli egualitaristi si incazza. Come s’era già incazzato quando la compagna di Dybala aveva detto, giuliva: “Io, Paulo e un’altra persona che vive a casa con noi abbiamo fatto il test per vedere se avevamo il coronavirus”. Il tampone non è uguale per tutti, questo è. Ma almeno tenete la bocca chiusa.

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