Tutti i dubbi sul nuovo codice della strada approvato alla Camera

Perché la riforma voluta da Matteo Salvini si ispira più al modello Fleximan che ai dati di realtà
28 MAR 24
Ultimo aggiornamento: 05:00
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 Foto Ansa

È passato alla Camera, con 163 voti a favore e 107 contrari, il ddl sul Codice della strada. Per il ministro dei Trasporti e delle Infrastrutture, Matteo Salvini, “è una bella giornata, perché il nuovo codice prevede più controlli, più educazione stradale, più rigore”. L’impostazione della riforma è abbastanza incoerente: fortemente repressiva da un lato, più lassista dall’altro. C’è ad esempio un inasprimento delle sanzioni per la guida sotto l’effetto di alcol (introducendo anche l’installazione dell’alcolock) e di stupefacenti, con un abbassamento della soglia che fa scattare la sanzione: non è più necessario essere in uno stato di alterazione psico-fisica ma basterà il risultato positivo al test. Aumentano le sanzioni pecuniarie e la durata del ritiro della patente per chi guida con il telefonino. Rischia fino a sette anni di carcere chi abbandona gli animali in strada, causando incidenti stradali con morti, feriti o lesioni personali gravi o gravissime.
Dall’altro lato, però, vengono allentate le regole sugli autovelox: saranno più difficili da installare, non potranno più essere collocati nelle aree con limiti di velocità sotto i 50 chilometri orari e non ci sarà il cumulo di multe in caso di più violazioni entro la stessa ora e su un tratto di strada che ricada nella competenza dello stesso comune. L’incoerenza di questo approccio deriva dal fatto che la velocità eccessiva è la principale causa di incidenti (per un pedone la probabilità di morire in uno scontro con un veicolo che viaggia a 50 km/h è sei volte superiore rispetto a un mezzo che viaggia a 30 km/h). È chiaro quindi che anche se un guidatore fa un incidente perché distratto dal telefonino, i danni sono inferiori se procede a velocità più contenuta. Ma Salvini, che evidentemente pensa di raccogliere alle europee i voti della corrente Fleximan, si è convinto che l’autovelox è di sinistra e la velocità di destra. Ma la realtà, i numeri e la sicurezza stradale non si fanno condizionare dalle preferenze ideologiche di un ministro.