Cronaca
editoriali •
L’omicidio di un ragazzo a Milano e il tema sicurezza che la sinistra non vede
Sala dice “speriamo che non si usino situazioni gravi come questa per arrivare alle solite strumentalizzazioni”. Eppure non sono strumentalizzazione, c’è un problema grave che deve essere affrontato per le sue dimensioni reali
29 MAG 26

Foto Ansa
L’assassinio di un giovane lavoratore, il 22enne Gianluca Ibarra Silvera alla stazione Certosa di Milano da parte di una banda di sudamericani è l’ultimo, terribile episodio di una serie di aggressioni, di violenze, di accoltellamenti e di stupri che hanno ferito la metropoli ambrosiana nell’ultimo periodo. Non c’è solo, come si dice da sociologi, una “sensazione” diffusa di insicurezza, c’è un problema grave che deve essere affrontato per le sue dimensioni reali. Per questo fa una certa impressione la reazione del primo cittadino Giuseppe Sala che ha detto testualmente: “Speriamo che non si usino situazioni gravi come questa per arrivare alle solite strumentalizzazioni”. Sala deve rispondere a una cittadinanza preoccupata, indicare soluzioni e interventi, naturalmente non solo municipali, ma nel merito è riuscito solo a ritornare sull’ipotesi di fornire i tener alla polizia municipale, scelta già annunciata più volte ma mai realizzata per contesti interni alla giunta. Mettere in primo piano, invece dei problemi reali, le eventuali “strumentalizzazioni”, in pratica ripetere il ritornello secondo cui la sicurezza sarebbe una maia della destra, è davvero deludente. Sarebbe ragionevole discutere con la destra sulle misure da adottare, magari criticare un intervento statale insufficiente, ma restando al tema reale. Si ha la sensazione che la sinistra (non solo milanese) non sia in grado di proporre una politica concreta sulla sicurezza, che si rifugi in ragionamenti generali e generici, su un tentativo di analisi che non arriva mai a conclusioni operative e pratiche.
Un esempio illuminante di questo atteggiamento lo si può trovare nel libro “Contro la paura. Manifesto per una sicurezza democratica” di Carlo Bonini e Franco Gabrielli, pieno di buone intenzioni che però non cancellano il fatto che Gabrielli, quando è stato consulente speciale per la sicurezza di Sala, non ha aumentato di uno il corpo dei vigili urbani. Nessuno pensa che la questione della sicurezza nelle grandi città sia semplice, ma è chiaro che per affrontarlo bisogna rimboccarsi le maniche, non preoccuparsi delle “strumentalizzazioni”.