(Unsplash)

Dal Regno Unito

Gli audiolibri possono essere utili in classe, ma il desiderio di leggere va coltivato

Mario Leone

Pro e contro dell’esperimento inglese. I benefici che l'audiolibro può apportare, sia dal punto di vista dell'alfabetizzazione, che da quello del benessere personale, sono molteplici. C'è però la preoccupazione per la diversità di stimoli che l'audio offre rispetto alla lettura

Da più fronti il governo inglese riceve molteplici inviti a inserire l’utilizzo degli audiolibri nei nuovi programmi scolastici. Lo spunto nasce da una serie di studi che dimostrano come Oltremanica il numero di bambini che leggono stia diminuendo, mentre aumentano quelli che ascoltano audiolibri. In prima linea in questa battaglia è la National Literacy Trust (Nlt), ente di beneficenza indipendente che fornisce a bambini, giovani e adulti le competenze di alfabetizzazione di cui hanno bisogno, lavorando da oltre trent’anni con le comunità locali e nazionali. Sono proprio loro ad aver portato avanti un sondaggio i cui dati – riportati sul Guardian – sono inequivocabili: degli oltre 37 mila bambini e ragazzi intervistati, di età compresa tra gli otto e i diciott’anni, due su cinque (42,3 per cento) hanno dichiarato di amare l’ascolto di contenuti audio. Nel 2023 la percentuale era del 39,4 per cento. Parallelamente, la lettura per piacere è scesa a livelli di “crisi”, secondo l’Nlt, con poco più di un terzo dei bambini (34,6 per cento) che afferma di leggere nel tempo libero.

Una sorta di disillusione, con un divario di genere che va dal 28,2 al 40,5 per cento. A commentare i risultati è Jonathan Douglas, amministratore delegato dell’Nlt: “Negli ultimi anni i bambini ascoltano con piacere contenuti audio e abbiamo scoperto i molteplici benefici che l’audio book può apportare sia dal punto di vista dell’alfabetizzazione sia dal punto di vista del benessere personale”. Più prudente John Mullan, professore di Inglese all’University College di Londra, preoccupato dall’impossibilità “di un rapporto” con l’audiolibro ma soprattutto dalla diversità di stimoli che l’audio offre rispetto alla lettura.

In Italia la questione non sembra all’ordine del giorno ma abbiamo chiesto un parere a due esperti. Il primo è Luigi Guerra, per anni ordinario di Didattica e Pedagogia speciale, direttore del dipartimento di Scienze umane dell’Università di San Marino. “Penso che sia utile proporre l’uso di audiolibri in contesti scolastici laddove riguardi opere di letteratura e continui ad affiancarsi alla pratica della lettura diretta, costituendo addirittura un invito a praticarla maggiormente. Sarei invece contrario a esperienze in cui l’audio-lettura fosse sostitutiva della lettura tradizionale”. Sulla stessa scia Giovanni Moretti, ordinario di Didattica e Pedagogia speciale presso l’Università di Roma Tre, che parla di un approccio “privo di controindicazioni” che sia “integrato e orientato alla bibliodiversità”, dove non ci siano pregiudizi e si “leggano e ascoltino libri e si ascoltino e leggano audiolibri; cosa che – ricorda il docente – si faceva anni fa con le audiocassette”.


Chi vive la scuola ogni giorno riconosce come l’utilizzo degli audiolibri possa essere d’aiuto a studenti con disturbi specifici di apprendimento ma ancora pochi sono i libri di testo nella versione audio; così anche la letteratura per ragazzi. Al di là delle varie posizioni bisogna non cadere nell’errore di guardare il dito trascurando la luna: occorre suscitare nei ragazzi il desiderio di leggere, la curiosità di vivere vite e storie che non sono le nostre. I prodotti audio sono molteplici e non tutti di alta qualità e i ragazzi devono essere educati a valutare ciò che leggono o ascoltano. Ancora una volta, in maniera evidente, emerge la grande necessità del mondo dell’educazione: adulti, professori, capaci di intercettare gli studenti. Prima di tutto con la loro vita poi on un libro o con un audio – libro.

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