Via l’Imu, in arrivo la Service tax. Governo salvo

Ieri il governo ha stabilito per decreto che l’imposta sulla prima casa (Imu) verrà abolita e non sarà pagata già da quest’anno. Il provvedimento garantisce la sopravvivenza del governo di larghe intese guidato dal primo ministro Enrico Letta, visto che il Pdl aveva subordinato alla cancellazione dell’Imu il proprio appoggio all’esecutivo. Il leader del Pdl, Silvio Berlusconi, ne aveva fatto il leitmotiv della campagna elettorale per le elezioni dello scorso febbraio e ieri ha detto che “Letta ha mantenuto la parola data”. I due partiti di maggioranza, Pd e Pdl, avevano trovato un accordo politico nei giorni scorsi in seguito a fitte consultazioni.
28 AGO 13
Ultimo aggiornamento: 06:01 | 15 AGO 20
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Ieri il governo ha stabilito per decreto che l’imposta sulla prima casa (Imu) verrà abolita e non sarà pagata già da quest’anno. Il provvedimento garantisce la sopravvivenza del governo di larghe intese guidato dal primo ministro Enrico Letta, visto che il Pdl aveva subordinato alla cancellazione dell’Imu il proprio appoggio all’esecutivo. Il leader del Pdl, Silvio Berlusconi, ne aveva fatto il leitmotiv della campagna elettorale per le elezioni dello scorso febbraio e ieri ha detto che “Letta ha mantenuto la parola data”. I due partiti di maggioranza, Pd e Pdl, avevano trovato un accordo politico nei giorni scorsi in seguito a fitte consultazioni. Palesemente soddisfatti, nella conferenza stampa successiva al Consiglio dei ministri, sia Letta (“guardiamo con fiducia al futuro”, ha detto) sia il ministro dell’Interno, del Pdl, Angelino Alfano (“l’eliminazione della tassa è un messaggio di fiducia”).
Stando al decreto, l’Imu sull’abitazione principale verrà rimodulata in due passaggi. Per supplire alle mancate entrate dovute alla cancellazione della rata di giugno sono state trovate coperture per 2,4 miliardi. Le coperture per eliminare la seconda rata di dicembre saranno invece individuate in un successivo provvedimento o nella legge di stabilità. L’accordo politico prevede l’introduzione di una tassa municipale (detta “Service tax”) da applicare dal 2014 che accorpa Imu e tassa su servizi e rifiuti (Tares). Lo stato trasferisce così l’onere della riscossione del tributo ai comuni che potranno gestire l’importo complessivo in maniera discrezionale. Il che darà qualche grattacapo, in termini di consenso elettorale, soprattutto ai sindaci delle grandi città.
Fatto l’accordo, gradito al Pdl, il governo Letta ha poi inserito nel decreto due provvedimenti più graditi al Pd, che mercoledì aveva avanzato richieste di carattere “sociale” (scuola, cassa integrazione, esodati) per non apparire prono alle istanze del centrodestra. Il decreto prevede di rifinanziare cassa integrazione in deroga (per mezzo miliardo) e si propone di garantire 6.500 lavoratori esodati. Si tratta di “priorità” per il viceministro Stefano Fassina (Pd) e per il segretario generale della Cgil Susanna Camusso.