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Il filosofo e il teologo, formidabili combattenti per l’integrità della fede
Nel loro epistolario 1934-1988, il filosofo Josef Pieper e il teologo Hans Urs von Balthasar si rivelano combattenti senza sconti per l'integrità della fede: giudizi taglienti su Rahner, Küng e persino sul giovane Ratzinger, accusato di "protestantizzare" sul sacerdozio
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9 MAY 26

Foto Olycom
“Münster, 26.4.71. Caro Herr von Balthasar… Prima della Domenica delle Palme c’è stato di nuovo l’incontro teologico ecumenico (presidenza cardinal Jaeger e vescovo Volk per la parte cattolica). Tema: sacerdozio. Ho trovato abbastanza catastrofico che i protestanti abbiano serenamente presentato la loro tesi della non esistenza di un ministero sacerdotale e che nessun teologo cattolico abbia assolutamente esposto, per non dire spiegato e fondato, la tesi opposta (“una differenza non solo graduale, bensì essenziale”!). Allora, mi sono visto costretto a provare a intervenire nella discussione su questo tema, per quanto mi era possibile, improvvisando (senza alcun aiuto dai teologi cattolici) … Suo Josef Pieper ”.
“Basilea, 28.4.71. Caro Herr Pieper… Se la Chiesa romana abbandonasse davvero la comprensione del ministero sacerdotale dei suoi 2000 anni, passerei alla Chiesa orientale, dove l’idea è ancora intatta. Disonore e vergogna sui pusillanimi Jaeger, Volk, ecc…. Laddove il clero manda in rovina la Chiesa, saranno i laici a portare avanti la luce. Dio La protegga, Suo HBalthasar”.
S’è snodata lungo quasi tutto il Novecento questa storia d’amicizia, di stima e d’affetto, densa di valutazioni, sfoghi, attenzioni, sconforti e confidenze reciproche: protagonisti due calibri massimi della cultura cattolica germanica e non solo, un filosofo renan-vestfaliano, esimio tomista autodidatta noto in tutto il mondo, e un teologo-germanista svizzero, profondo studioso dei Padri della Chiesa e di letteratura. Josef Pieper (1904-1997) e Hans Urs von Balthasar (1905-1988) si conobbero nel 1927 in un corso di esercizi spirituali tenuto dal gesuita Erich Przywara, iniziarono a corrispondere nel ’34 e, tranne la pausa bellica, non cessarono mai di scriversi. Per Johannes Verlag, l’editrice svizzera fondata dal teologo – fuoriuscito dai gesuiti per dedicarsi appieno alla mistica Adrienne von Speyr e che Henri de Lubac, suo maestro ed amico, definì “l’uomo più colto del suo tempo” – è uscito Briefwechsel 1934-1988, carteggio che rivela due valorosi combattenti per l’integrità della fede messa a repentaglio nel postconcilio soprattutto nella “teologica” Germania (dove lo smarrimento è tuttora palpabile); due pugnaci resistenti alla valanga, all’apparenza inarrestabile, d’un progressismo deciso a fare tabula rasa d’ogni segno di Tradizione.
Un carteggio, stante la sua natura confidenziale, ricco anche di valutazioni su colleghi. A Pieper che gli aveva scritto di non condividere la sua condanna tranchant di Karl Rahner – allora “star” della teologia germanica e perciò mondiale – von Balthasar replica, il 18.7.1967: “Caro Herr Pieper, io non condanno affatto KR, ma non posso non vedere quel che con la sua inconsapevolezza provoca e combina. Metz e Küng li ha intronizzati lui. Concilium [la rivista teologica dominante al tempo, ndr] l’ha lasciata andare lui”. Altrove: “Rahner semina incessantemente zizzania, vorrebbe un ‘sacerdozio a tempo’. E’ davvero ora che si ritiri…”
E ce n’è addirittura per il grande amico di entrambi, Joseph Ratzinger: a Pieper, strenuo assertore della sacralità trascendente del sacerdozio, non era piaciuto un saggio del giovane teologo bavarese incentrato sul sacerdote che, secondo Ratzinger, non è “primariamente un artigiano del culto, bensì uno che riflette sulla Parola”. “Una formulazione dannosa, non solo sbagliata – commenta Pieper a Balthasar – Così alla fine resta solo la Parola; e colui che la predica? Per questo servono una ordinazione, il celibato, ecc.? Nessuna parola sulla consacrazione…” Balthasar non si mostra sorpreso: “Ratzinger sul tema sacerdozio ed Eucarestia è sempre stato protestantizzante”. Poi tutto si chiarì tra i formidabili tre.
Se Papa Leone su Duolingo ha fatto progressi sufficienti nell’apprendimento del tedesco troverà ameno l’intero epistolario, visto peraltro che i temi del sacerdozio (vedi il suo discorso del 28 febbraio) e della crisi ecclesiale germanica che cova sotto il Synodaler Weg sono tuttora incombenti.