Cultura
Da Carlson ai neo nazi •
Strumentalizzazioni dell'opera di Koestler
I libri possono sfuggire dall’obiettivo originario dei propri autori, diventare strumenti ideologici con la giusta dose di odio e cherrypicking. E questo è il caso di la Tredicesima tribù
12 GIU 26

Foto di Wikimedia Commons
Si illude chi ancora pensa che dietro lo sterminio nazista degli ebrei ci fossero questioni economiche o che tutto nascesse da un freddo calcolo di costruire per la massa un capro espiatorio – “La destra ha bisogno di un nemico”, dicono oggi gli attivisti contro le nuove destre. No, lo sterminio nazista degli ebrei si è basato su una profonda convinzione di superiorità razziale ed etnica, costruita nei secoli. L’ebreo non aveva patria e quindi non poteva credere nella nazione. L’ebreo non era ariano, era sempre ospite di qualche altra nazione. E si fa presto a dipingere gli ospiti come parassiti. Ma se invece di avere una misteriosa e complessa discendenza biblica ashkenazita, i veri ariani fossero gli ebrei? E’ la teoria di Arthur Koestler, scrittore che passò la vita a descrivere i mali del nazismo e dello stalinismo, espressa ne La tredicesima tribù (appena ripubblicato da Meltemi), libro che oggi più che mai dovrebbe far da guida ai deliri su copertine dell’Espresso e complottismi Maga. Ungherese di famiglia ebraica naturalizzato poi inglese, parapsicologo e giornalista, sionista della prima ora, tra i primi a partire per la Palestina, poi expat a Parigi, condannato a morte in Spagna dai franchisti, internato da Vichy e poi nella Legione straniera, comunista e poi iper-critico dell’Urss, suicida nel 1983: quella di Koestler è una vita estremamente novecentesca. La tredicesima tribù, del ‘76, è il suo unico libro da “storico”, dove va alla ricerca dei cazari, che a un certo punto nell’alto medioevo si convertirono all’ebraismo. “All’epoca in cui Carlo Magno veniva incoronato imperatore dell’Occidente, l’estremo limite orientale dell’Europa tra il Caucaso e il Volga era governato da uno stato ebraico, noto come l’impero dei cazari”. Se tutto quello che Koestler dice nel libro si rivelasse vero, “il termine ‘antisemitismo’ diventerebbe privo di significato”, perché gli antenati di Anna Frank e Jerry Seinfeld, di Hannah Arendt e Ben Gurion non proverrebbero dal Giordano ma dal Volga, “non da Canaan ma dal Caucaso”. Sarebbero quindi più caucasici di Göring e Tucker Carlson. A fidarsi di questa ricerca, scrive Elena Loewenthal nell’introduzione, “l’antisemitismo come odio per una razza diversa, inferiore e indegna di vivere, assume quasi un carattere tragicamente grottesco”.
E’ interessante vedere gli sviluppi tribali tra fonti storiche bizantine e arabe a cui si dedica l’autore.
Ma è anche utile accorgerci della forza che ebbe, quando uscì, un libro come questo. Un testo che mostra come i libri possano sfuggire di mano, pronti per essere manipolati, per quanto l’obiettivo dell’autore fosse distruggere l’antisemitismo eliminandone le basi storiche. Koestler non solo sconvolse molti ebrei, convinti che per esser tali sia necessaria una discendenza mosaica, ma fece alzare la voce ai delegati arabi dell’Onu che dissero: “Allora Israele non ha diritto alla terra promessa, Israele non deve esistere!”. I nazionalisti bianchi e gli estremisti cristiani usarono il libro come bandiera, e ancora oggi è citato nei blog dei neonazi dove La tredicesima tribù viene usata per giustificare la lotta di Hitler e poi di Putin contro “l’impero cazaro”, popolo ibrido extraterrestre che da secoli controlla l’occidente. Tucker Carlson, ex Fox News, ex trumpiano antisionista, di recente ha intervistato l’ambasciatore Usa in Israele dicendogli: “Se è un diritto divino quello alla terra, allora facciamo un bel test del Dna a tutti gli israeliani e vediamo quanti provengono da Abramo”. L’influencer di destra – afroamericana – Candace Owen ha scritto su X: “Le persone che al momento stanno occupando Israele sono turchi cazari”. Un cortocircuito che Koestler proprio non si aspettava. I libri possono sfuggire dall’obiettivo originario dei propri autori, diventare strumenti ideologici con la giusta dose di odio e cherrypicking.