Cultura
I Papi della settimana •
Santi, curiali, giuristi e pure autori di libretti per il melodramma
Tre pontefici, tre epoche diverse e tre segni lasciati nella storia della Chiesa e dell’Europa: dalla diplomazia e mecenatismo di Clemente IX, al ruolo decisivo di Paolo VI nel Concilio Vaticano II, fino all’elaborazione giuridica di Innocenzo IV
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Foto Olycom
20 giugno 1667. Giulio Rospigliosi, di Pistoia, venne eletto Clemente IX. Iniziò la sua carriera ecclesiastica al servizio dei Barberini. Autore di libretti in versi per il melodramma (molti suoi testi manoscritti si trovano oggi alla Biblioteca Vaticana), ebbe un ruolo primario nella storia del teatro musicale barocco. Fu segretario di stato di Alessandro VII e suo successore. Il pontificato, breve, si segnalò per la cosiddetta “Pax Clementina” (con i giansenisti) e per il sostegno dato alla guerra di Candia con consistenti finanziamenti ai veneziani, ma anche per l’abolizione della tassa sul macinato e la scomunica dei missionari dediti ad attività commerciali. Ogni giorno pranzava con dodici poveri o pellegrini (come secoli prima faceva Papa Gregorio Magno). Fu lui a far collocare sul ponte davanti a Castel sant’Angelo dieci statue di angeli, due delle quali realizzate da Giovan Lorenzo Bernini e le altre da suoi collaboratori; i due originali berniniani furono trent’anni più tardi trasferiti all’interno di Sant’Andrea delle Fratte per iniziativa di Papa Clemente XI che le volle protette dalle intemperie, e furono sostituite da copie.
21 giugno 1963. Fu eletto Paolo VI (Giovanni Battista Montini), uno fra i più importanti Papi del XX secolo. Il suo pontificato fu molto ricco di avvenimenti: tra l’altro, condusse a termine il Concilio Vaticano II, fu il primo Papa ad andare in Terra Santa nel 1964 e l’anno successivo all’Onu, dove presentò la Chiesa come “esperta in umanità” e con il noto appello “mai più la guerra” chiese non solo pace e coesistenza, ma collaborazione fraterna. Una curiosa vicenda, prima che fosse Papa, si verificò quando, dopo molti anni di lavoro nella Segreteria di stato, Papa Pio XII lo nominò arcivescovo di Milano ma non cardinale; nella circostanza si parlò di un “allontanamento” che fu da molti ritenuto una sorta di “punizione”. Quando, nel 1958, fu da Giovanni XXIII nominato cardinale, qualcuno parlò di “dovuto riconoscimento”. Fu beatificato (2014) e proclamato santo (2018) da Papa Francesco.
25 giugno 1243. Dopo una Sede vacante di quasi due anni, Sinibaldo Fieschi venne eletto Innocenzo IV. Insigne giurista, si trovò al centro del pluridecennale dissidio fra il papato e l’imperatore Federico II di Svevia, scomunicato due volte da papa Gregorio IX nel 1227 e nel 1239. I tentativi di accordo (ritiro della scomunica in cambio della restituzione dei territori pontifici occupati da Federico) non ebbero esito e il Papa, durante il concilio convocato a Lione nel 1245, confermò la scomunica e depose l’imperatore, provocando diverse lotte per la sua successione. Di notevole interesse nel campo giuridico fu la sua introduzione del concetto, ignoto al diritto romano, di persona ficta (cioè persona fittizia), che si sarebbe poi evoluto in quello odierno di persona giuridica.