Cultura
La figura e l’opera •
Bruno Leoni, lo scienziato sociale da leggere e studiare
Tra le caratteristiche principali del giurista italiano spicca, come ricorda Bassani, "la sua capacità di vedere i problemi al di là dei confini disciplinari e anzi superare costantemente tali confini e cercare un fondamento alla teoria politica nel senso più ampio del termine”

La figura e l’opera di Bruno Leoni (1913-1967) sono ormai state ampiamente riscoperte. Basti pensare ai lavori a lui dedicati da studiosi – in ordine alfabetico e senza alcuna pretesa di esaustività – come Luigi Marco Bassani, Raimondo Cubeddu, Carlo Lottieri, Antonio Masala, Alberto Mingardi, Roberta Modugno e Diana Thermes. E ad alcune case editrici che si sono spese per promuoverne la conoscenza, come Liberilibri – alla quale si deve tra l’altro la traduzione del classico leoniano Freedom and the Law, recentemente ripubblicato con il più corretto titolo rispetto al precedente (La libertà e la legge) de La libertà e il diritto – e Rubbettino. Così come all’opera portata avanti dall’Istituto Bruno Leoni, e dalla casa editrice a esso collegato (a cui si deve tra l’altro la raccolta dell’opera omnia leoniana), fin dalla sua fondazione nel 2003. Perché è importante Leoni? Per diverse ragioni. Anzitutto, come ricorda Bassani nella prefazione di un testo assai importante dello studioso (Il pensiero politico moderno e contemporaneo, Liberilibri), tra le sue caratteristiche principali spicca “il suo essere eclettico, la sua capacità di vedere i problemi al di là dei confini disciplinari e anzi superare costantemente tali confini e cercare un fondamento alla teoria politica nel senso più ampio del termine”. Si sbaglierebbe, dunque, a etichettarlo come un “semplice” filosofo del diritto: piuttosto, uno scienziato sociale a tutto tondo, il quale faceva interagire diversi rami del sapere, dal diritto alla politica passando, non meno, per l’economia.
In secondo luogo, e in questo caso, come ricordava uno dei più brillanti allievi, Mario Stoppino, si interseca il lato descrittivo con quello prescrittivo del lavoro di Leoni, emerge plasticamente la radicalità nella difesa della libertà individuale. Leoni, infatti, si batté per tutta la vita per tutelare, in chiave teorica, i fondamenti della società libera: la libertà, in sintesi, era per Leoni sia un concetto politico sia economico sia, ancor più, giuridico. Pertanto, egli rifiutava l’idea crociana di scindere la il concetto su più livelli. Tra l’altro, Leoni assunse un ruolo di primo piano a livello internazionale nella battaglia per la libertà. Leggeva e conosceva gli studi liberali contemporanei, dalla Scuola austriaca di Ludwig von Mises e Friedrich von Hayek, a pensatori americani quali James Buchanan e Milton Friedman. Dai quali fu influenzato ma sui quali pure ebbe una non trascurabile influenza. Non è allora un caso che fu prima Segretario e poi Presidente della più importante associazione internazionale volta a difendere la libertà individuale, la Mont Pèlerin Society.
Leoni, che insegnava all’Università di Pavia, fondò nel 1950 anche una rivista, “Il Politico”, che ora dedica al suo fondatore un numero speciale da conservare nella propria biblioteca: Attualità e criticità del pensiero di Bruno Leoni. Il numero origina da un convegno pavese organizzato nel novembre del 2024 e dedicato a evidenziare l’importanza leoniana nel panorama delle scienze sociali. Il fascicolo esamina dunque varie cifre distintive dell’opera e del pensiero di Leoni attraverso dieci contributi di altrettanti studiosi. Quello del filosofo della politica Raimondo Cubeddu – al quale dobbiamo la cura della prima edizione italiana di Freedom and the Law – ne descrive in particolare l’attualità. Secondo Cubeddu, Leoni aveva capito i problemi fondamentali che la libertà individuale doveva affrontare al suo tempo: non solo quello della pianificazione economica – anche nelle nostre economie miste – ma pure quello della legislazione ipertrofica che ostacola l’individuo nell’organizzazione della propria vita. Al di là dei limiti che emergono dalla lezione leoniana, come sottolinea anche Carlo Lottieri, parliamo di un autore che ha ancora qualcosa da dire ai nostri giorni. A chi si interessa di liberalismo ma non solo.