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Il caso Carige e la Tav secondo Toninelli. Di cosa parlare stasera a cena
Idee e spunti per sapere cosa succede nel mondo selezionati per voi da Giuseppe De Filippi
Questa ve la giocate bene in cene politicizzate, tendenza leghista nordica.
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Impegni da ricordare e che comunque riguardano il certamente sincero e fattivo commissario Bucci. Ma impegni che forse non hanno il supporto pieno del governo, perché alcuni nodi (su modalità di gara e rapporti con Se li, ad esempio) sono ancora fa sciogliere e vanno affrontati a Palazzo Chigi.
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Impegni già verificabili: la Libia del cambiamento non è decollata. Resta una figuraccia, l'indebolimento della posizione italiana e anche di quella europea, uno strascico di rapporti nervosi con i gruppi libici e una condizione ingestibile nella catena di comando tra governo, servizi, diplomazia .
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La manovra entra nella fase più difficile, in cui nascondere gli effetti negativi su crescita, lavoro, deficit, diventa impossibile. E lo stesso succede al tentativo di far tornare i conti senza aumenti fiscali più o meno occulti. Mentre l'Istat dubita sui numeri governativi e i mercati si fanno di nuovo nervosetti.
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L'opposizione scava nelle stime Istat e trova i segnali della disfatta economica.
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Tuttavia affidiamo alle vostre cene anche le risultanze della ricezione da parte di Paola Taverna delle stime Istat.
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Mentre Toninelli sparisce alla vista dei cronisti come un treno ingoiato da un tunnel. Aveva appena incontrato la collega francese e incassato un paio di colpi dolorosi per la sua linea ambigua riguardo al completamento della Torino-Lione.
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Non sfonda nel dibattito pubblico come altre vicende bancarie ma Carige è un brutto caso di precipizio finanziario. Ora interviene il fondo di sicurezza sostenuto dalle banche, ma non è una scelta indolore e non è detto neanche che sia risolutiva. In futuro, non lontano, potrebbe affacciarsi la necessità di cure più drastiche per il capitale indebolito della banca genovese, a cominciare dalla ricerca di un salvatore con cui fonderla.
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Un caso tra tanti di accanimento in manovra contro le cose buone.
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Chi, come l'autore di questa newsletter, non se la prende per gli insulti, tra l'altro anche dal taglio démodé, dei 5stelle ai giornalisti, potrà invece divertirsi a seguire le indagini con cui valenti reporter stanno ricostruendo proprio il curriculum giornalistico di Di Maio. Perché il capo politico è iscritto all'ordine e quindi si unisce alla schiera di giornalisti a 5stelle, tra cui gente del calibro professionale di Gianluigi Paragone e di Emilio Carelli, anche loro certamente pronti a prendere con un sorriso indulgente le battutacce contro la stampa.
Ecco di cosa si parla invece alla cena cui partecipa l'estensore di questa newsletter.
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