La fronda grillina contro il Mes e l'Austria che riapre le piste da sci, ma solo per i residenti

Idee e spunti per sapere quello che succede nel mondo selezionati per voi da Giuseppe De Filippi
2 DIC 20
Ultimo aggiornamento: 16:51
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Una parte del Movimento 5 stelle fa la scena di voler aprire la crisi ma intanto dice che la maggioranza non deve essere per nessuna ragione messa in difficoltà. E’ un comportamento apparentemente irresponsabile e insensato ma da leggere all’interno della speciale logica grillina. Fatto da altri il documento presentato da 16 senatori e 42 deputati a 5 stelle sancirebbe l’immediata apertura della crisi di governo, senza aspettare neanche il voto del 9 dicembre. Perché consisterebbe nel negare il sostegno parlamentare a un trattato su cui si è impegnato il governo e spiccatamente il ministro dell’economia, cofirmatario al tavolo ecofin dell’intesa europea sulle modifiche alle regole del Meccanismo di stabilità. Avere un voto contrario su un impegno di quel rilievo farebbe immediatamente dare le dimissioni a Giuseppe Conte. Il rischio per il governo però è appunto attutito dalle postille, scritte col goffo politicismo di chi non ha esperienza in materia, con cui si dice che però l’importante è che in una logica di pacchetto si sottolinei che la priorità è di Next generation Eu e che il Mes è una specie di tabù. Però attenti a scherzare col fuoco. Perché i 5 stelle firmatari del documento, sempre un po’ simile alla famosa lettera di Totò e Peppino per chiedere il riscatto nel loro finto rapimento, alla fine, tra vari giri di parole, in qualche modo dicono di non voler votare in parlamento per la riforma del Mes. E il rischio si fa alto perché da ieri è noto che anche Forza Italia voterà contro al cambio di regolamento assieme ai due partiti della destra sovranista.
Nel parlamento italiano si verrebbe a manifestare così il 9 dicembre una maggioranza anti-europea, una specie di non-Ursula. La cosa comica, in tutto questo guazzabuglio è che qualcuno pensa che una tale espressione di contrarietà all’Europa possa essere il viatico per un governo di Mario Draghi o comunque la base per impostare un futuro governo di unità nazionale. Insomma, come si sa ormai bene da ieri è il Movimento 5 stelle a dover mostrare capacità di tenuta e invece le ossessioni anti-Europa assieme all’altra fissazione del contrasto sempre e comunque a tutto ciò che riguardi le banche (perché nell’accordo complessivo di riforma c’è anche l’introduzione di un sistema di sostegno per evitare incagli all’attività bancaria) si stanno tuttora mostrando in una quantità sufficiente a portare via dalla maggioranza un numero molto rilevante di parlamentari. Ma, tornando alla frastornante logica parallela del mondo grillino, potrebbe anche essere che, dopo aver firmato e quasi sancito la loro contrarietà alla linea governativa, riescano a far rientrare in qualche modo il loro dissenso, magari attaccandosi a qualche assunzione di impegni da parte di Giuseppe Conte e Roberto Gualtieri.

Le tre "cose" principali

Fatto #1
Fatto #2
Fatto #3
Gli attivisti pro-democrazia di Hong Kong dicono che non vogliono fermare le loro iniziative malgrado gli arresti e le intimidazioni. Ovviamente il loro principale interlocutore mondiale è il nuovo presidente degli Stati Uniti.

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