Sui vaccini il governo tecnico si gioca la partita della credibilità
Idee e spunti per sapere cosa succede in Italia e nel mondo selezionati per voi da Giuseppe De Filippi

Il nostro governo, con la sua forte cifra tecnica, nel senso del solutore di problemi e dell’ingegnerizzazione e militarizzazione degli interventi pubblici, è fortemente esposto rispetto all’irruzione dell’imponderabile e dell’irrazionale. La micidiale campagna sui vaccini trova il governo iper-tecnico scoperto proprio sul lato vitale, quello della credibilità. Perché non è contro le brigate dell’inefficienza, ammesso che esistano, che ora ci si deve battere ma contro una strisciante, diffusissima, irrazionale, ondata di sfiducia, o contro un pericolo reale, ma residuale e difficile da dimostrare. Non si tratta di dire che si è trovato il parcheggio giusto o il piazzale adatto, e che si sono montati i tendoni più funzionali, e che i turni di medici e infermieri per vaccinare sono stati impostati con l’algoritmo perfetto. Non è tutto così ordinato, purtroppo, ma il solutore di problemi vorrebbe un mondo, paradossalmente, semplificato. In cui il match tra lui e il problema si gioca con regole chiare, senza colpi di scena. Ma non è proprio questo il caso. E rispetto alle critiche, alle illazioni, al complottismo latente e alla diffidenza presentissima, non c’è, per ora, una voce forte e chiara a opporsi. È complicato, certo, ma se gli uffici preposti si sono presi altro tempo e forse diranno la loro solo giovedì come si fa a far passare utilmente questo tempo e, soprattutto, a non impazzire tutti?
Le 3 "cose" principali
Fatto #1
Intanto la commissione europea fa il possibile (cioè poco) per aumentare le forniture di altri vaccini
Fatto #2
Fatto #3