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Che si fa con i grandi elettori positivi? Occorre pensarci da ora
Idee e spunti per sapere cosa succede in Italia e nel mondo selezionati per voi da Giuseppe De Filippi
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19 JAN 22
Ultimo aggiornamento: 05:39 PM

Attenzione ai dettagli, a ciò che non si può prevedere nelle prime ricognizioni di un problema. Serve continuità, come dire, dal generale Figliuolo e dal ministro Speranza in giù, perché altrimenti anche le migliori strategie vanno a finir male. Vediamo due casi di giornata con cui dare sostanza alla paura che sta dietro a queste raccomandazioni. Ci sono i rianimatori a segnalare una situazione che sta mettendo in difficoltà l’operatività della sanità italiana. Si tratta di quel fenomeno apparentemente minore, sembrava un piccolo imprevisto, per il quale a essere testati positivi al Covid sono molti pazienti ricoverati per altre patologie e poi sottoposti a tampone per i controlli di routine all’atto del ricovero. Questo tipo di casi sta aumentando giorno dopo giorno e a un tasso crescente. E questo aumento comporta una serie enorme di problemi organizzativi, prima di tutto perché i tempi previsti per un qualsiasi intervento programmato cambiano se il paziente è positivo. L’occupazione delle sale operatorie e degli ambulatori non può andare secondo lo scadenzario previsto. E mancano le regole generali per gestire questi pazienti. Serve che, come sta avvenendo nel mondo del lavoro, pur tra mille difficoltà, il ministero definisca un protocollo compatibile con la cura di chi ha bisogno e con la sicurezza anti-Covid.
Il secondo punto su cui non perdersi riguarda nientemeno che il Quirinale, perché sembra proprio mancare la capacità di giocare d’anticipo rispetto a un problema facilmente prevedibile come il gran numero di elettori del nuovo presidente bloccati dalla positività al contagio o dalle norme per la quarantena. Sembrava che la Camera, cioè la parte del Parlamento che ospita la logistica della votazione, se ne stesse occupando. Ma, con un insolito ricorso a “fonti di governo”, si è fatto sapere che dalla Camera non è arrivata nessuna richiesta a Palazzo Chigi o al ministero. Ma quella richiesta è necessaria, perché serve a predisporre un protocollo con cui stabilire, in modo credibile e serio, quali siano le regole per il voto ai positivi.
Le tre "cose" principali
Fatto #1
Fatto #2
Fatto #3