Le nuove strategie della Nato. Una giornalista russa ridicolizza la retorica di Putin

Idee e spunti per sapere cosa succede in Italia e nel mondo selezionati per voi da Giuseppe De Filippi
15 MAR 22
Ultimo aggiornamento: 08:34 | 3 MAG 22
Immagine di Le nuove strategie della Nato. Una giornalista russa ridicolizza la retorica di Putin

Foto: EPA/CLEMENS BILAN

"Di cosa parlare stasera a cena" è una newsletter quotidiana del Foglio, per sapere quello che succede nel mondo. Ci si iscrive qui (ed è gratis)

Le tre "cose" principali

Fatto #1: a cena parlerete tutti della coraggiosa irruzione televisiva fatta da Marina Ovsyannikova e del suo cartello contro la guerra esposto alle spalle della conduttrice di Tg preferita da Vladimir Putin. Non è l’unico atto di protesta e non è l’unico urlo contro le bugie di regime ma resterà come simbolo della Russia che non vuole farsi rinchiudere nel recinto nordcoreano di un dittatore nemico della modernità e segna un momento di passaggio. Perché copre di ridicolo tutta la retorica putiniana sull’operazione militare speciale e tutte le sue cautele e i suoi artifici nella comunicazione e le sue pratiche repressive.
Il ridicolo, grande nemico delle costruzioni storicheggianti e geopoliticheggianti (in cui gli eredi, rivendicativi, degli imperi presunti finiscono col cappello di Napoleone in testa a passeggiare avanti e indietro). Quello stesso ridicolo che aleggia nel dibattito italiano e nel quale stanno affondando da soli un Luciano Canfora o una Donatella Di Cesare e tutto il seguito geopolitico, anche tendenza scettico blu. Il ridicolo in Russia è anche la prova che il regime è a un tempo violento e inefficiente, capillare e permeabile. Perché, conoscendo un minimo gli studi televisivi, sembra proprio un regime scarso quello che si fa infilare così in uno schermo a pieno ascolto. Importante sapere che la giornalista è ora in tribunale e con un avvocato e si hanno sue notizie.

Oggi in pillole