Il delicato rapporto tra governo e magistratura dopo le parole di Crosetto

Idee e spunti per sapere cosa succede in Italia e nel mondo selezionati per voi da Giuseppe De Filippi
27 NOV 23
Ultimo aggiornamento: 17:30
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Foto Ansa

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Guido Crosetto avrà avuto le sue ragioni e le sue fonti per l’accenno che ha fatto a un’attività organizzata di magistrati contro il governo. Di quelle stesse informazioni, però, non era a conoscenza (così dice) il ministro della giustizia Carlo Nordio e anche a Palazzo Chigi la stessa Giorgia Meloni non aveva ricevuto, così si viene a sapere, avvisi o relazioni preventive all’intervista del ministro della Difesa. Dall’opposizione ora, ovviamente, chiedono a Crosetto di essere più specifico e di riferire sulle sue parole non solo in Parlamento ma anche presso qualche ufficio giudiziario, perché potrebbero esserci elementi per un’indagine. Una bufera che arriva mentre l’attuazione della riforma Cartabia va a toccare punti molto sensibili del nostro sistema giudiziario. E mentre, va riconosciuto, comincia a circolare nella magistratura un inizio di disponibilità a discutere di questioni anche di grande portata, come la separazione delle carriere. Il tono sembra cambiato, non tanto per aderire alle posizioni del governo (anche perché l’attività riformatrice di Nordio non è travolgente), ma per rispondere ai dubbi che cominciano a diffondersi tra gli stessi magistrati sul senso dell’uso troppo disinvolto di attività investigative e giudiziarie in grado di distruggere la vita delle persone.

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