di cosa parlare stasera a cena
Il vero messaggio di Meloni a Trump è sulla fiducia degli alleati
Idee e spunti per sapere cosa succede in Italia e nel mondo selezionati per voi da Giuseppe De Filippi

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La parte centrale del video di Giorgia Meloni in risposta alle offese di Donald Trump è la più importante. Lasciate stare apertura e chiusura, entrambe attinenti ai rapporti personali, e andate ad ascoltare le parole sulla attitudine al dialogo e al rispetto di Trump verso i paesi nemici dell’Occidente e nemici degli Usa maggiore rispetto a quella mostrata verso i tradizionali e strategici alleati. È un fatto evidente ed è un fatto che mette in preoccupazione vari paesi, tra cui tutti gli europei, Israele, Taiwan, il Giappone, la Corea del Sud. Meloni è partita parlando per fatto personale, e con ottime ragioni, per poi infilare nel messaggio al presidente Trump ben altra sostanza, dicendo le parole che tutti pensano ma che nessuno diceva in modo esplicito. Solidarietà a Meloni anche da Emmanuel Macron, Pedro Sanchez e altri suoi colleghi al consiglio europeo (che oggi era riunito).
Sergio Mattarella ha telefonato a Meloni per dare piena solidarietà.
Antonio Tajani cancella il viaggio negli Usa previsto per i prossimi giorni.
E tutto il mondo politico, con qualche piccola eccezione, ha definito grave la provocazione trumpiana e ha mandato parole di vicinanza a Meloni e, con varie sfumature, ne ha tratto indicazioni sull’inaffidabilità del presidente Usa.
Spiritoso Guido Crosetto sull’impossibilità di una Meloni in cerca di selfie con famosi
I complimenti a Meloni da ex trumpiane d’assalto ora passate alla critica
Le tre "cose" principali
Fatto#1
Hezbollah rompe la tregua e uccide 4 militari israeliani usando droni
Da parte israeliana non si tratta semplicemente di rispondere a questo attacco ma di cambiare obiettivi e strategia in Libano
Ma, a quanto si sa, la via della tregua potrebbe essere tentata di nuovo, o, almeno, la tregua è l’esito verso cui spinge con molta forza l’Amministrazione americana (pur se ormai ritenuta poco credibile nei rapporti con Israele)
E Israele fa sapere che, insomma, di tregue non se ne vedono
Fatto #2
La discussione sul patto con l’Iran comincia con un rinvio
Fatto #3
Parlate anche della vittoria di Andy Burnham nel seggio di Makerfield reso disponibile grazie a una elezione suppletiva ritagliata proprio sulle sue necessità politiche. Perché Burnham ora, da parlamentare, può sfidare apertamente Keir Starmer per la guida dei laburisti e quindi per la guida del governo. Burnham è interessante anche perché arriva dalla cosiddetta soft left, la parte più morbida, appunto, del laburismo, che qui chiameremmo, come varie sfumature riformista. Un modo per riprendere il laburismo innovativo e lanciato verso la terza via di Tony Blair, ma senza dirlo. Burnham ha già conquistato la prima medaglia perché ha vinto in una sfida competitiva e dura, contro il forte candidato di Reform Uk, per il quale si era impegnato, porta a porta, lo stesso Nigel Farage, cioè l’aspirante inquilino di Downing Street populista e molto in odore di putinismo. E in gara c’era anche il candidato ancora più esagerato, il muskiano (dal finanziatore Elon Musk) di Restore Britain. E qui si può aprire una piccola riflessione, perché se Reform e Restore dicono cose simili, sono entrambi molto attivi nella comunicazione e sono entrambi ben sostenuti finanziariamente, uno da Musk, quindi senza problemi, e l’altro da chissà chi, ma probabilmente da est, allora, con il sistema elettorale britannico, si danneggeranno a vicenda, a meno di improbabili patti di desistenza. E finiremmo per dover ringraziare Musk per la non vittoria di Farage.
Burnham ha messo a frutto anche l’esperienza positiva di sindaco della città metropolitana, così si direbbe da noi, di Manchester
Starmer dice di non voler cedere il passo e prepara la resistenza.
Burnham ha una bella faccia simpatica, occhi allegri e occhiali vecchio stile. Qui porta anche con eleganza una giacca che sembra rimandare all’ambito del lavoro manuale
Oggi in pillole
- Il Consiglio europeo è stato dedicato anche all’Ucraina e al suo percorso di avvicinamento all’Ue
- I prezzi delle case in salita sono un segno di tenuta del Pil e fanno immaginare che le stime più ottimistiche, ora intorno all’1% di crescita per il 2026, comincino a prendere consistenza
- L’influenza aviaria che fa strage di leoni marini
- Trump e la maledizione dei rifacimenti
- La vita di Igor Protti