Le spie (e la propaganda) di Mosca in Italia

Idee e spunti per sapere cosa succede in Italia e nel mondo selezionati per voi da Giuseppe De Filippi

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Foto ANSA

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Le spie che vengono dal caldo ma danno una mano alla Russia in Italia. Il gruppetto su cui ha messo gli occhi la procura di Roma è piuttosto ampio, qui interesserebbe anche studiare non solo chi cerca informazioni italiane da consegnare ai russi ma anche chi diffonde, magari in tv, informazioni e propaganda russe da diffondere in Italia.

Le tre "cose" principali

Fatto #1
Vicenda ranucciamente interessante quella di Sigfrido Ranucci, colpito da un attentato ordito da un suo caro amico, così dice lo stesso Ranucci. Amico, Valter Lavitola, con cui dice di sentirsi tutti i giorni e che ha un passato e un presente ingombranti, tra tentativi di estorsione (peraltro a danno di Silvio Berlusconi), indagini per tangenti e corruzione, truffe sui fondi per l’editoria, ora anche la tentata strage. Insomma, non proprio l’accompagnatore ideale, o forse sì, per il giornalista iper sospettoso e sempre pronto a costruire tesi, a suo piacimento, su indici scarsi e accidentati e poco propenso, invece, a trarre conclusioni dall’evidenza accertata. È tutto molto ranucciano in questa storia, condita di informatori, strani personaggi e deviazioni varie, e meriterebbe un trattamento all’altezza.
Fatto #2
Donald Trump arriva ad Ankara minacciando di portare via tutti i soldati dall’Europa e, tra una cosa e l’altra, di prendersi la Groenlandia. L’allineamento con i desideri di Mosca sembra fin troppo evidente, tanto da far dubitare sull’efficacia della strategia trumpian/putiniana. I due presidenti attraversano momenti difficili, tra sconfitte militari (Iran e Ucraina) e perdita di contatto con la realtà (come nella vicenda trumpiana dei mondiali di calcio o nella confusione geografica di Putin). È in questa condizione che il vertice Nato deve cercare qualche risultato sensato, contando sul contributo europeo (e sulla super spesa militare tedesca). Il segretario generale della Nato, debole e un po’ trumpizzato, cerca di tenere aperto il canale con l’Ucraina, ma ora fatica a mantenere la centralità del ruolo dell’alleanza.
L’Ue sa che l’Ucraina va messa al centro di questo incontro Nato.
Mentre per Trump il nuovo amico è la Turchia.
Fatto #3 
Marine Le Pen è candidabile alla presidenza e questa condizione apre una sfida interna alla destra francese, in cui Jordan Bardella cominciava a crescere e a caratterizzarsi autonomamente. A complicare ancora le cose c’è che la sentenza, molto articolata, su Le Pen fissa anche limiti alla sua azione politica e pesa sulla sua immagine pubblica.
Più o meno nella stessa famiglia politica c’è anche, spostandoci in Uk, Nigel Farage. Che è nei guai per gli accertamenti che stanno riguardando vari finanziamenti ricevuti da lui stesso e ora prova a forzare la mano, politicamente, dimettendosi dal parlamento per poi farsi rieleggere in un’elezione suppletiva e tornare a furor di popolo a Westminster. L’operazione ha un evidente fondo provocatorio e di irrisione alla democrazia, con il consenso popolare usato come strumento per superare e travolgere le regole, secondo la lezione degli autocrati e degli antidemocratici di tutti i tempi.

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