Cosa vi siete persi

Rived-Rai
“Houston, abbiamo un problema… in viale Mazzini. E si chiama programmi nuovi. Non solo nomine e partiti. Certo, la politica ci mette del suo ma sugli schermi Rai solo negli ultimi tre anni si sono viste e riviste in prima serata 579 repliche tra prima, seconda e terza rete. Un record che certifica da un lato la carenza di prodotto, dall’altro che gli italiani pagano, sostanzialmente, il canone per rivedere, ogni due giorni o poco più, (e non nel palinsesto estivo) i programmi visti nei mesi e negli anni passati. Qualche esempio: ventiquattro volte ‘Don Matteo’, 14 ‘Un passo dal cielo’, 10 ‘Che Dio ci aiuti 3’, e poi uno sproposito di ‘Biancaneve’, e almeno una volta l’anno l’evergreen ‘Pretty Woman’, che ‘ogni volta che lo metti’, racconta un dirigente Rai, ‘fa sempre il 20 percento’, 17,35 per cento per la precisione lo scorso 1° luglio. E dulcis in fundo, e primo assoluto in fatto di repliche: ‘Il commissario Montalbano’: sul piccolo schermo per ben 44 volte, nonostante la consuetudine di lasciarlo ‘ripo- sare’ almeno in autunno. Consuetudine disattesa, e giù altri dieci passaggi in più”.
Paolo Festuccia, “Rai, un palinsesto visto e rivisto . Negli ultimi 3 anni 579 repliche”, la Stampa 25 gennaio
Nuclear green deal
“In fisica poco conta se l’energia si crea dall’atomo o dal carbone. Nulla si crea e nulla si distrugge, tutto si trasforma. Le scorie possono avere effetti sul clima o sulla salute, e tutte, in generale, sull’ambiente. Il contributo delle scorie per unità di energia cambia poco tra nucleo o carbone, alla fine il conto ambientale si paga lo stesso. In questi termini il problema è mal posto. Quindi ben venga la soluzione nucleare, in particolare dei piccoli reattori da integrare nelle reti di distribuzione locali. Questo è il vero punto: essere locali e avere il minore impatto possibile, cosa che non può avvenire con le grandi distribuzioni, le multinazionali e i monopoli dell’energia su cui si basano oggi il fossile e il nucleare”.
Giovanni Mazzitelli, “Il nucleare è la soluzione alla crisi climatica?”, Internazionale, 24 gennaio
Gerarca maggiore
“Certe responsabilità pesano, dunque si tiene leggero. Solo un secondo al ristorante del Senato, fresco di restyling, ma praticamente deserto. Un peccato visto il bendidio (si va dal misto spigola-salmone agli hamburger, poi c’è sempre la griglia per un filetto espresso). Pranzo veloce: 18 minuti. Cronometrati. Una telefonata ricevuta, sotto lo sguardo dello staff (affamato). I pochissimi presenti lo salutano con curiosa riverenza. D’altronde il viceministro dell’Interno – e senatore – Vito Crimi è il nuovo reggente del M5s. Ma non è che farà il passacarte del Movimento in attesa di questi famosi stati generali? Insomma, sarà un burocrate? ‘Nessun passacarte, ora il capo (delM5s-ndr) sono io’. Ma i problemi non mancano. Grillo continua a stare zitto, un po’ spiazzato dal tempismo della mossa di Di Maio. ‘Grillo è sereno, l’ho sentito anche oggi. E con Beppe parlo io: è tranquillissimo, fidatevi’”.
Vito Crimi, nuovo reggente del M5s, intervista al Messaggero, 24 gennaio
Il chi e il cosa
Si candiderà dopo gli Stati generali? “Si apre una fase costituente, ci sono molte riflessioni da fare. Il chi, mi creda, verrà molto dopo il cosa”. Il suo nome è tra i favoriti. “Non sono stata io a propormi. Ma se qualcuno riconosce il lavoro che ho fatto in questi anni, lo ringrazio”.
Paola Taverna, vice presidente M5s del Senato, intervista alla Repubblica, 25 gennaio
A basso regime
“La crisi dell’acciaio continua a mordere e ArcelorMittal stringe i freni a Taranto. Da giovedì il siderurgico terrà in funzione una sola acciaieria, la 2, e fermerà sino a marzo la 1. I sindacati Fim-Cisl, Fiom-Cgil e Uilm-Uil dicono che l’azienda ha motivato lo stop con problemi nel rifornimento di materie prime (resta sequestrato il quarto sporgente dopo l’incidente mortale di luglio e si continuano a usare approdi alternativi) e nelle commesse. Con una produzione giornaliera di circa 11.000-11.500 tonnellate, anziché due acciaierie a basso regime, ne funzionerà solo una ma con tutti e tre i convertitori di cui dispone. Dei 477 in forza all’acciaieria 250 andranno in cassa integrazione e 227 ridislocati tra la stessa 2 e presidio della 1. I 250 in cassa rientrano nel plafond dei 1.273 in corso da fine dicembre per un periodo di 13 settimane”.
Domenico Palmiotti, “Ex Ilva, produzione in calo: fermata l’acciaieria 1 di Taranto”, il Sole 24 Ore, 21 gennaio
Toninelli is back
“Sono veramente felice di essere insieme al nostro candidato presidente Daniele Zanichelli”. Così sabato scorso, mentre era in tour elettorale per l’Emilia-Romagna, a Guastalla (Reggio Emilia), l’ex ministro Danilo Toninelli. Solo che il candidato del M5s si chiama Simone Benini (Zanichelli era al suo fianco, si tratta di un deputato che però si chiama Davide, non Daniele). E’ stato lo stesso ex ministro a postare il video su Facebook per poi correggerlo successivamente.
“Toninelli, nuova gaffe sul nome del candidato”, Corriere della Sera, 23 gennaio