Il populismo va ringraziato solo per averci mostrato finalmente l’Italia dell’irrealtà

21 LUG 19
Ultimo aggiornamento: 00:12 | 22 LUG 19
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Sappiamo ancora sognare la luna? Non si sa quando succederà, non si sa se succederà, non si sa se si voterà, non si sa se il governo reggerà, non si sa se lo scazzo si risolverà ma ciò che si sa, invece, è che quando Matteo Salvini deciderà di staccare la spina a un governo ormai decotto da mesi ci sarà una domanda cruciale alla quale ogni anti sovranista con la testa sulle spalle avrà il dovere di dare una risposta efficace: che errori non andranno commessi per evitare di regalare al trucismo di governo un’autostrada ancora più grande rispetto a quella che esiste già oggi? A giudicare dal fatto che gli elettori considerino come alternativa naturale al governo uno dei due partiti azionisti del governo si potrebbe dire che il disastro delle opposizioni è in qualche modo già certificato dalla realtà. Ma se solo si volesse osservare l’Italia di oggi con una lente di ingrandimento diversa rispetto a quella offerta dai campioni del sovranismo, si potrebbe facilmente capire che, al di là del tema non secondario della leadership, la chiave migliore per ridurre la distanza tra i partiti al governo e quelli all’opposizione è mettere a fuoco quali sono alcune grandi balle raccontate sull’Italia che hanno permesso al virus populista di diffondersi nel nostro paese con una certa velocità.