Referendum sulle nozze gay. Caspita, Di Maio ne azzecca una

1 MAR 16
Ultimo aggiornamento: 00:24 | 5 AGO 20
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Al direttore - L’Istat c’est moi.
Giuseppe De Filippi
Al direttore - Il prof. Francesco Giavazzi ha scritto sul Corriere (cfr. anche il Foglio del 1° marzo) che l’unica strada rimasta per rilanciare il Montepaschi, la cui situazione sarebbe alla base dell’opinione diffusa fuori dell’Italia che i nostri istituti abbiano gravi carenze di capitale, è l’intervento della Cassa depositi e prestiti la quale, disinvestendo alcune tradizionali partecipazioni, impieghi a tal fine ben 10 miliardi. E’difficile dire se effettivamente questo sia il fabbisogno o se piuttosto si tratti di somme inferiori, anche di molto. Comunque, una soluzione definitiva per il Monte, che negli anni scorsi si è incamminato per un efficace percorso di risanamento e di ripresa che ha dato in parte i suoi frutti, si impone, non potendo ancora rimanere esposto ai venti contrari della Borsa o alle frequenti voci di “ nozze” subito smentite, che però contrastano con la buona condizione dei fondamentali. In questo senso la proposta di Giavazzi è importante. Un intervento della Cdp di questa portata andrebbe valutato, però, per la improbabile compatibilità con il suo attuale ordinamento e, comunque, ne cambierebbe sostanzialmente la natura, al di là dell’effetto delle dismissioni sul mercato. Gira e rigira, si ritorna all’esigenza di definire, una buona volta, la missione della Cassa, ancora ritenuta intermediario finanziario non bancario, quando ha funzioni che vanno ben oltre.
Angelo De Mattia
Al direttore - Compagni influenti e benestanti (voi proletari di tutto il mondo unitevi pure come vi pare che tanto una maternità surrogata col cazzo che ve la potete permettere) che comprano bambini da povere donne (care femministe com’è che dicevate? Ah sì, l’utero è mio e me lo gestisco io, ecco appunto, contente ora?) nel paese simbolo del capitalismo (che però quando serve non è poi così male, dai; vuoi mettere la California con certi postacci dell’est Europa, incidentalmente gli stessi che per decenni hanno beneficiato delle premure sovietiche?). Pare un film di fantascienza, invece è solo Dostoevskij: “Se Dio non esiste tutto è permesso”. Su una cosa va dato atto a Vendola di essere stato coerente: siccome signora mia la proprietà privata proprio no, da buon compagno l’utero l’ha solo affittato.
Luca Del Pozzo
Al direttore - La strana coppia? O coppia di fatto? Cosa c’è di strano nella liaison tra il “laico” D’Alema e il religioso Ramadan? L’unione è profonda più di quanto possa apparire, a patto che non ci si fermi a quelle etichette. Molte sono le cose che accomunano l’ideologia di un devoto comunista e di un devoto musulmano: dal prevalere del collettivo e delle masse sull’individuo, alla sua sottomissione a canoni astratti fuori dall’esperienza pratica, dalla subalternità a una realtà che lo trascende, alla subordinazione della razionalità analitica alle interpretazioni dell’ortodossia. Per non dire della volontà di destrutturazione in campo antropologico, che tanto nutre ancora il credo dei movimenti antagonisti epigoni. Nel loro parlare, attenti poi ai raffinati sofismi costruiti con sapienza utilizzando i medesimi fondamentali del credo dell’interlocutore, altrettante tentazioni capaci di mordere nel vivo l’animo dell’europeo ormai nudo e indifeso ai venti del deserto del mondo globalizzato.
Antonio Maranca
Al direttore - La stepchild adoption è una furbata pazzesca che qualche mente sopraffina gay sin dalle prime battaglie per i diritti omo ha elaborato guardando con grandissima anticipazione a un eventuale futuro di completo riconoscimento dei diritti dei gay. La visione è nitida.Usciti da un ben conosciuto e presunto anonimato con il matrimonio o altro contratto i gay maschi si sarebbero da se stessi messi in un ghetto. Le donne come sempre si arrangiano, una trombata prima della vocazione o una inseminazione assistita e via, perfettamente integrate nella società. Ma la comunità gay dei maschi correva un grosso rischio, divenire coppiette che la pluralità dei cittadini ha imparato a rispettare ma che vede ancora con gli occhi del passato remoto. Ed ecco la pensata super. Riempiamo di bambini urlanti o festanti il ghetto ed ecco crollare il muro che divide le coppie dei maschi gay dal resto della popolazione. Se il matrimonio civile o l’unione civile possono essere considerate il riconoscimento di un diritto da millenni negato, le adozioni non sono un diritto sono semplicemente un escamotage perché il diritto di riconoscimento di coppia omo possa avere reale effetto di integrazione sociale. Se poi lo stato lo disciplini a pieno titolo come diritto, passi, resta un diritto-panzana, è solo importante che funzioni.
Luigi De Santis
Per una volta (mentre lo scrivo tremo) ha ragione Luigi Di Maio e ha ragione il Movimento 5 stelle. Serve un referendum sulle adozioni e sul matrimonio omosessuale. Di Maio lo chiede per ragioni elettorali e per gonfiare la pancia grillina di voti cattolici. Noi lo chiediamo per altre ragioni: se non vogliamo che siano i magistrati a decidere quale dovrà essere l’evoluzione della legge sulle unioni civili è bene che siano gli elettori a esprimersi sul punto chiave. Sì o no all’omogenitorialità? Sì o no alle adozioni? Sì o no all’equiparazione totale tra matrimonio omosessuale e matrimonio eterosessuale? O votiamo liberamente noi o saranno i magistrati a votare da soli.