Perché Biden ha concesso la grazia a chi è in carcere per consumo e possesso di marijuana

Il presidente americano ha iniziato un discorso generale sulla depenalizzazione dei reati collegati alla cannabis che potrebbe portare a rivedere alcuni regolamenti, soprattutto rispetto alle classificazioni delle droghe. Una decisione che potrebbe avere qualche ragione elettorale
7 OTT 22
Ultimo aggiornamento: 19:12
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Foto LaPresse

Il presidente americano Joe Biden ha concesso la grazia alle persone incarcerate per possesso e consumo di marijuana a livello federale e ha iniziato un discorso generale sulla depenalizzazione dei reati collegati che potrebbe portare a rivedere alcuni regolamenti, soprattutto rispetto alle classificazioni delle droghe. “Come ho già detto”, ha scritto il presidente su Twitter, “nessuno dovrebbe essere in prigione per il semplice uso o possesso di marijuana” e ha invitato i governatori a cancellare le pene per i reati a livello statale.
“Classifichiamo la marijuana allo stesso livello dell’eroina, e la consideriamo più critica del fentanyl. Non ha senso”, ha continuato, parlando di come in molti stati l’incarcerazione abbia rovinato vite, precludendo opportunità lavorative e formative, citando anche le disparità razziali che riguardano gli arresti. Sono quasi settemila i carcerati puniti a livello federale che beneficeranno di questa grazia, oltre a qualche migliaio nel District of Columbia. La grazia non riguarda lo spaccio, soltanto il consumo e il possesso.
Quasi la metà degli arresti per droga ogni anno riguarda la marijuana: i numeri sono in discesa da quando alcuni stati, dal 2012, hanno iniziato a livello locale a permetterne l’uso ricreazionale, dopo che era diventato reato negli anni Settanta con il Controlled Substances Act introdotto dall’Amministrazione Nixon. Così come è accuduto con le posizioni sui matrimoni gay, l’atteggiamento verso le droghe leggere è cambiato nell’establishment democratico. Biden potrebbe avere qualche ragione elettorale: il voto di metà mandato è alle porte, e se i candidati locali cercano di avvicinare l’elettorato moderato, a livello nazionale la Casa Bianca cerca di riportare al voto i millennial, più radicali. Ma c’è anche una promessa mantenuta (Biden l’aveva fatta nel 2017), e necessaria.