La vera cittadinanza di cui parlare a Modena

Non quella da togliere ma quella da dare. Ovvero ai due egiziani eroi che hanno partecipato coraggiosamente al tentativo di fermare l'aggressore

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19 MAY 26
Ultimo aggiornamento: 05:49 PM
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Salim El Koudri, colpevole dell'orribile strage di Modena, deve andare in galera, o in un manicomio criminale, secondo la decisione che assumerà il tribunale chiamato a giudicarlo. Tutte le farneticazioni salviniane sulla cittadinanza non c'entrano niente. Peraltro, la normativa attuale già prevede che la cittadinanza possa essere revocata con decreto del presidente della Repubblica, nei casi che lo facciano ritenere opportuno.
Una questione di cittadinanza, invece, esiste e va nel senso esattamente opposto a quello ipotizzato dal leader della Lega. Riguarda i due egiziani, Osama Shalaby e il figlio Mohammed, che hanno partecipato coraggiosamente al tentativo di fermare l'aggressore quando ha cercato di fuggire minacciando tutti con un coltello. Se lo richiedono, dovrebbero ottenere immediatamente, per alti meriti civili, la cittadinanza italiana.
Sarebbe bene che su questa richiesta si raccogliesse il consenso, si creasse un movimento civile per la concessione della cittadinanza. Sarebbe un modo per dare agli immigrati che intendono integrarsi la sensazione di un'accoglienza calorosa e sincera, anche per isolare le tendenze a ritenersi emarginati, che poi possono sfociare in atti o in movimenti di polemica con la società e la civiltà occidentale.
Combattere le tendenze apocalittiche e le divisioni religiose o etniche utilizzate per creare conflitti lo si può e lo si deve fare non solo punendo severamente chi commette reati, ma anche premiando in modo evidente chi difende la civiltà e la convivenza pacifica. Nel caso dei due egiziani il merito è evidente e, come si darà un'onorificenza all'italiano che è stato ferito mentre fermava l'aggressore, è utile e giusto premiare anche loro. La concessione immediata della cittadinanza sarebbe un passo significativo.
All'Italia conviene puntare sulla convivenza serena, sulla collaborazione e sull'accoglienza, con giudizio e senza estremismi. Se questo appello sarà raccolto, se si creerà una pressione popolare in questa direzione, si darà senza retorica un'immagine limpida della civiltà italiana.