Editoriali
Tornano i fondi Ue: il primo successo europeo di Magyar
Il premier ungherese che ha preso il posto di Viktor Orbán vede von der Leyen e ottiene lo sblocco di 16 miliardi promettendo in cambio una riforma contro la corruzione
30 MAG 26

Péter Magyar e Ursula von der Leyen ieri hanno annunciato un accordo che permetterà di sbloccare 16,4 miliardi di euro di fondi dell’Unione europea destinati all’Ungheria, che erano stati congelati per le violazioni sistematiche dello stato di diritto da parte di Viktor Orbán. “Sono passate solo poche settimane. Ma possiamo già percepire un forte vento di cambiamento in tutta l’Ungheria. Per combattere la corruzione. Per rilanciare la ripresa economica. E per ripristinare lo stato di diritto”, ha detto la presidente della Commissione. Il primo ministro ungherese ha accusato il suo predecessore di aver “mentito” sulle ragioni del blocco dei fondi europei: la vera causa non erano le divergenze con Bruxelles sui migranti, sull’Ucraina o su alcuni diritti, ma la corruzione che “era a livelli e tassi incredibili”, ha spiegato Magyar.
Il suo governo adotterà rapidissimamente una serie di riforme, molte delle quali legate alla lotta alla corruzione, per sbloccare effettivamente 10 miliardi di euro del Pnrr e 6,4 miliardi della politica di coesione. Magyar ha già annunciato che l’Ungheria aderirà alla Procura europea, un altro passo considerato nella giusta direzione. C’è fretta. Gran parte delle riforme e degli investimenti deve essere realizzata entro il 31 agosto, pena la perdita dei fondi. La Commissione ha deciso di tenere congelati alcuni fondi, in particolare sulla politica migratoria e i diritti Lgbt, perché attende chiarimenti da Magyar su come intende procedere. L’esito non era scontato. Von der Leyen ha fatto uno sforzo di flessibilità per permettere a Magyar di incassare un primo successo europeo dopo la vittoria alle elezioni. Il primo ministro ha anche privato gli alleati europei di Orbán di uno dei loro argomenti di propaganda preferiti. Bruxelles non ha mai voluto punire il leader illiberale per le sue critiche all’Ue. Si è limitata a proteggere i soldi dei contribuenti europei dalla corruzione che impregnava il regime di Orbán.