Editoriali
Assolti De Pasquale e Spadaro
Per la Cassazione, i pm possono nascondere prove a favore degli indagati
19 GIU 26

(Foto Ansa)
Assolti perché il fatto non sussiste. La Cassazione ha ribaltato la doppia conforme di condanna nei confronti dei pm di Milano Fabio De Pasquale e Sergio Spadaro, nel procedimento per rifiuto di atti d’ufficio nell’ambito dell’inchiesta Eni-Nigeria. I due magistrati, che avevano condotto il “Processo del secolo” per corruzione internazionale nei confronti dell’Eni conclusosi con l’assoluzione di tutti i 15 imputati, erano poi finiti a giudizio a Brescia perché accusati di non aver depositato prove favorevoli agli imputati che dimostravano l’inattendibilità di Vincenzo Armanna, il principale testimone valorizzato dagli inquirenti contro la compagnia petrolifera. Le prove che Armanna fosse inattendibile, e che volesse deliberatamente colpire l’Eni, erano peraltro state trovate e segnalate da un collega, il pm Paolo Storari, ma ignorate da De Pasquale e Spadaro. Secondo le sentenze di condanna a otto mesi in primo grado e appello, De Pasquale e Spadaro avevano deliberatamente scelto di usare solo ciò che poteva giovare alla propria tesi accusatoria, occultando le prove favorevoli alla difesa che avevano l’obbligo di depositare.
Questa interpretazione è stata ribaltata dalla Cassazione. Sia il Procuratore generale, che ha chiesto l’assoluzione, sia i giudici supremi hanno accolto la tesi difensiva e assolto i due pm affermando la mancanza sia dell’elemento materiale del reato sia dell’elemento soggettivo. In sostanza, rientrava nella loro piena discrezionalità la decisione di non depositare prove a favore dei loro imputati. Il processo Eni-Nigeria e i suoi derivati si concludono così con un’altra assoluzione: non erano colpevoli i dirigenti Eni e non lo sono i pm che li hanno accusati. Ciò che emerge con chiarezza è che il dovere del pm di trovare le prove anche a discarico dell’indagato, con buona pace dell’Anm, esiste solo sulla carta. Nella realtà non esiste. Perché non c’è alcuna sanzione per il pm che non solo non fa indagini per trovare prove a favore dell’indagato ma non deposita quelle prove neanche se un collega pm le trova per caso e gliele consegna sulla scrivania.
