Il grande torto a Israele

La legge per proteggere gli ultraortoddossi non è tollerabile dopo il 7 ottobre

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Foto ANSA

La legge fondamentale sullo studio della Torah volta a proteggere gli studenti delle yeshiva che non vogliono fare il servizio militare ha superato la prima lettura alla Knesset. Dopo il 7 ottobre, Israele ha condotto guerre su vari fronti: a Gaza, in Libano, in Siria, in Iran. Mai era stato chiesto a Tsahal di concentrarsi su guerre tanto lunghe, che hanno messo in crisi il sistema dei riservisti: mancano soldati. Quindi mai con tanta forza era emersa l’ingiustizia di un paese la cui sicurezza è un peso che cade soltanto su una parte della popolazione mentre un’altra continua a rimanere ancorata al suo diritto di non andare in guerra. Questa ingiustizia si basa sul principio del Torato Umanuto che vuol dire “La Torah è la sua professione” e che vede lo studio come essenziale per proteggere spiritualmente Israele. Fu David Ben Gurion ad accettare questo principio, pensando che fosse essenziale per l’unità nazionale all’origine dello stato di Israele, ma non per sempre.
A proporre la legge che è stata votata alla Knesset sono stati i parlamentari ultraortodossi del partito che hanno minacciato il premier Benjamin Netanyahu di far cadere il governo se la legge non fosse passata. Alle elezioni manca poco e al massimo la fine prematura del governo avrebbe anticipato il voto di un mese. L’operazione dei due partiti mira a proteggere i renitenti alla leva dalle sanzioni e dai procedimenti giudiziari, intensificando così un’ingiustizia che ormai sta scavando una ferita dentro al paese. Dal 7 ottobre del 2023 è iniziato il più lungo periodo di guerra di Israele, in totale sono morti circa milleduecento soldati. Il numero può non fare effetto se confrontato con quello di altri contesti, ma pesa su una società in cui c’è un servizio militare obbligatorio che nessuno aveva mai messo in discussione finora, ma ora che il governo di Netanyahu si erge a protettore dei renitenti, la sacralità della difesa di Israele non è più scontata. Perché soltanto i figli di una parte del paese devono morire per difenderlo? La Torah non c’entra più.