La fine dell'accordo sui missili dimostra che i trattati servono ancora
L’Inf firmato da Russia e Stati Uniti nel 1987 si è chiuso oggi. I rischi e le ragioni della frettolosa decisione di Trump che fa un favore alla Russia
E’ finita l’epoca del trattato sui missili tra Russia e Stati Uniti e quelle regole, così come Ronald Reagan e Mikhail Gorbachev le avevano stabilite nel 1987, da ieri non sono più in vigore. “E’ obsoleto”, ha detto Donald Trump a febbraio, e i russi hanno concordato in silenzio, continuando a violarlo. L’Inf, Intermediate-Range Nuclear Forces Treaty, si riferiva al mondo così come era più di trent’anni fa, dopo la firma vennero distrutti quasi tremila pershing americani e SS-20 sovietici. Nel frattempo tutto è cambiato, gli Stati Uniti, la Russia e anche gli arsenali nucleari. Washington aveva dato tempo a Mosca fino a venerdì 2 agosto per distruggere alcuni missili. Mosca, che ormai da anni viene meno agli accordi, non ha voluto rispettare l’ultimatum, certificando così la fine del trattato.
On Feb 2nd, 2019 the U.S. gave Russia six months to return to compliance with the Intermediate-Range Nuclear Forces Treaty. Russia refused, so the treaty ends today. The U.S. will not remain party to a treaty when others violate it. Russia bears sole responsibility.
— Secretary Pompeo (@SecPompeo) August 2, 2019
L’idea di rinegoziare l’accordo era già venuta a Barack Obama, che accusò la Russia di aver testato missili nucleari dal 2008, anche gli altri paesi della Nato erano stati informati della violazione, ma i leader europei avevano preferito che l’accordo non venisse rinegoziato per timore di un nuovo conflitto sulle armi nucleari che esponesse l’Ue al rischio di diventare un territorio di nuovo a metà tra l’est e l’ovest. La Russia negli anni ha continuato a negare i test, e il segretario generale della Nato Jens Stoltenberg aveva chiesto sia a Mosca sia a Washington di ripensare con attenzione al ritiro del trattato.
Today, the #INFTreaty ceases to exist. Russia bears sole responsibility for the Treaty’s demise. #NATO will respond in a measured & responsible way and continue to ensure credible deterrence & defence. NATO statement: https://t.co/h6UPUVoryH pic.twitter.com/ZqRPECPb8g
— Jens Stoltenberg (@jensstoltenberg) 2 agosto 2019
Secondo gli esperti, a dimostrare l’obsolescenza del trattato c’è l’arrivo della Cina, che nel 1987 non era una potenza. Mentre negli anni Washington e Mosca (almeno fino al 2008) hanno limitato la capacità dei propri arsenali, Pechino si dotava di un sistema missilistico sempre più sofisticato.
Ma sancire la fine dell’Inf senza proporre un nuovo accordo non risolve il problema. Il risultato rischia di essere uno solo: riufficializzare la corsa agli armamenti.