Bangkok. “Perché proprio qui?”. Vent’anni fa, quando la Birmania era il cuore di tenebra del sud-est asiatico, questa era una domanda di rito ai pochi espatriati. “Perché non ci viene nessuno. Perché è un teatro dell’assurdo dove l’Asia recita il suo spettacolo”, aveva risposto un francese con un paradosso à la Artaud.
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