Keir Starmer - foto Ansa

La novità

Keir Starmer lancia Skills England per restituire "la dignità del lavoro"

Cristina Marconi

Il neopremier inglese vuole puntare sui talenti britannici e sostituire le misure sul lavoro introdotte da otto anni fa dai Tories che hanno creato un panorama "frammentario e disfunzionale". Cosa prevede il nuovo organo governativo 

È un vecchio sogno: britannici a raccogliere frutta nei campi, britannici in camice verde a operare pazienti. Così ci sarebbe meno bisogno di immigrati, qualificati e non, per sostenere l’economia di un paese che invece proprio nell’essere un magnete per talenti di tutto il mondo ha il suo punto di forza storico. Il neopremier Keir Starmer, pieno di idee ma a corto di fondi, sta cercando di risvegliare le parti dormienti del paese e questo non riguarda solo le zone depresse ma intere fette della popolazione che hanno risentito di decenni di scarsa formazione, di un sistema educativo a macchia di leopardo e di una cultura dei sussidi statali che ha tenuto lontano dal mercato del lavoro una grandissima parte del paese. E quindi ha annunciato la creazione di un nuovo organismo governativo, Skills England, per coordinare il lavoro per riempire i vuoti di talenti in un panorama “frammentario e disfunzionale”, andando a sostituire l’attuale “prelievo sugli apprendistati”, introdotto dai Tories otto anni fa, in modo da fare un uso più flessibile da parte delle aziende dei circa 3,5 miliardi di sterline raccolti ogni annoOra si chiamerà “prelievo sulla crescita e i talenti” e le società che aderiscono potranno usare fino al 50 per cento del denaro per finanziare altri tipi di formazione.
 

“Mi avete detto che non era abbastanza flessibile, che non funzionava abbastanza bene per voi”, ha detto Starmer agli imprenditori riuniti alla fiera dell’industria aeronautica e spaziale a Farnborough, riferendosi al vecchio sistema. Skills England si occuperà di decidere quali corsi di formazione per adulti debbano ricevere i finanziamenti statali, lavorando insieme ai governi centrali e a quelli locali, ai sindacati e alle aziende, alle agenzie di formazione e soprattutto all’organismo di consulenza sulle migrazioni, per individuare dove c’è bisogno di manodopera o di talenti (skills è una parola deliziosamente ambigua). “Faremo in modo che ci siano giovani altamente motivati, ambiziosi e talentuosi che vogliano lavorare nelle vostre aziende”, ha garantito Starmer. “Daremo un’accelerazione alla formazione dei lavoratori britannici, in modo da sostenere la crescita, perché se c’è una cosa che sappiamo essere in grado è di sostenere l’innovazione e accelerare la produttività è avere bravi lavoratori”. I settori a cui ha fatto riferimento sono l’IT, la sanità, le costruzioni, dove gli apprendistati si sono dimezzati e le richieste di visa sono raddoppiate, e questo “dimostra che abbiamo un sistema che non funziona”, secondo quanto aveva detto la ministra dell’Interno Yvette Cooper in campagna elettorale. “L’immigrazione netta è triplicata con i conservatori negli ultimi cinque anni, e questo è stato dovuto in particolare al grande aumento della migrazione di lavoratori e dei visti dei lavoratori”.
 

Negli ultimi mesi alcune società soprattutto di energia e utilities, come National Grid e Thames Water ma anche l’impianto nucleare di Hinkley Point C, si erano lamentate della carenza di manodopera qualificata e dell’impatto sui costi. Il ministero per l’Istruzione dice che la mancanza di qualifiche è raddoppiata tra il 2017 e il 2022 e ora riguarda il 36 per cento delle richieste di posti di lavoro. Sarà l’ex capo del gruppo delle cooperative, Richard Pennycook, a dirigere le operazioni e ad aiutare il governo a “voltare pagina”, anche se ci vorrà un po’: un anno per creare la struttura, nessuna scadenza per i risultati perché sarebbe solo una “data arbitraria”. Il premier ha detto di non criticare le aziende che si rivolgono all’estero per assumere, ma di voler ridare ai britannici “la dignità del lavoro”. E quindi si cambia passo, anche se questo vorrà dire salari più alti, ha ammesso senza specificare come verranno pagati. Sia gli insegnanti che i dipendenti Nhs avrebbero diritto a un aumento del 5,5 per cento secondo stime indipendenti, ma il governo al momento non ha dato risposte. La soluzione di Starmer continua a contenere una parte di pensiero magico, visto che “la missione numero uno del governo è  di dare lo slancio alla crescita economica, aprendo nuove opportunità per i giovani e permettendo alle aziende britanniche di reclutare più talenti locali”. Secondo la sottosegretaria all’Istruzione Bridget Phillipson la misura “darà una sferzata di energia alle carriere dei giovani e galvanizzerà le economie locali”. Un passo avanti rispetto a quando, un pugno di anni fa, Boris Johnson diceva “fuck business”.

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