
Cory Booker (Ansa)
Dagli Stati Uniti
I democratici ripartono da “fight oligarchy” e da 25 ore di discorso di Cory Booker
La vittoria in Wisconsin della giudice progressista alla Corte suprema ha risollevato un minimo le sorti di un partito democratico che, però, rimane impopolare tra gli elettori. La scelta radicale del senatore del New Jersey di un sermone ininterrotto per protestare contro gli ordini esecutivi di Trump
La vittoria in Wisconsin della giudice progressista Susan Crawford contro il repubblicano Brad Schimel ha dato un po’ di respiro al mondo progressista americano dopo lo choc di novembre che ha regalato a Donald Trump e al Partito repubblicano il controllo di presidenza e Congresso. Il controllo della Corte Suprema statale era un tema molto sentito in uno stato in bilico che ha votato Joe Biden nel 2020 e Donald Trump nel 2024, anche perché dovrà decidere presto su casi riguardanti l’aborto e la contrattazione collettiva sindacale, ma anche sui nuovi confini degli otto distretti che eleggono i deputati al Congresso, dato che attualmente danno un vantaggio strutturale ai repubblicani anche quando non ottengono la maggioranza, per via degli effetti del gerrymandering, ovvero la concentrazione degli elettori di una parte nel minor numero di collegi possibile.
Ad ogni modo, pur non essendo un’elezione partitica, può risollevare un minimo anche le sorti di un Partito democratico che rimane immensamente impopolare tra gli elettori, con un consenso del 27 per cento anche a causa della inazione percepita dei due leader al Congresso: Hakeem Jeffries alla Camera e Chuck Schumer al Senato. Chi non è inattivo e ha testato la sua forza di recente a livello statale è il senatore Bernie Sanders. L’ottantatreenne del Vermont ha toccato anche il Wisconsin nel suo recente tour “Fighting Oligarchy” dove ha arringato una folla di quattromila persone nella città di Kenosha e ha scelto anche destinazioni molto più circostritte come Altoona, un centro di soli 42 mila abitanti. Nello stato ha reclutato anche il suo ex campaign manager del 2020, Faiz Shakir, per reclutare delle persone che organizzassero un sostegno dal basso alla giudice, rafforzando il messaggio con una tinta più filosindacale e working class. Non è mancato il sostegno non solo di figure nazionali come la deputata Alexandria Ocasio Cortez, ma anche qualche celebrità politica locale come Randy Bryce, ex operaio siderurgico noto al grande pubblico come “Baffo d’acciaio” che nel 2018 aveva sfidato l’allora speaker della Camera Paul Ryan, repubblicano divenuto oggi critico del trumpismo, per soffiargli il posto da deputato. Impresa impossibile che però ha contribuito a dare lo slancio per le vittoriose midterm di quell’anno.
Per i democratici però non c’è solo quest’organizzazione di piazza che al momento sembra più concentrata su battaglie apartitiche (nel mirino di Sanders e dei suoi c’è anche la conferma per via referendaria di un referendum che facilita la costituzione di rappresentanze sindacali in azienda), ma anche una scelta radicale da parte di Cory Booker, senatore del New Jersey, che sta cercando di far dimenticare il disastro di metà marzo, quando alcuni senatori democratici hanno ceduto alle pressioni della Casa Bianca per approvare un budget semestrale che taglia numerose voci di spesa sociale per timore che Elon Musk e i suoi alleati proponessero tagli ancora maggiori. Cosa però non dimostrabile e che è stata percepita come “debolezza” dalla base liberal. Allora ecco l’idea di Booker: un discorso fiume, ininterrotto, per protestare contro la valanga di ordini esecutivi dell’Amministrazione Trump che testimonia lo scarso rispetto delle istituzioni da parte del presidente. Una protesta che cerca di essere speculare a quella portata avanti nel 1957 dall’allora senatore democratico segregazionista Strom Thurmond, che cercò di bloccare una legge sui diritti civili promossa dall’Amministrazione repubblicana di Dwight Eisenhower. Altri tempi, se si pensa che negli anni successivi Thurmond sarebbe diventato un pilastro repubblicano, sostenitore di Ronald Reagan.
Booker ha cercato così di rubare spazio nei cicli di notizie con un’impresa fisicamente difficile che ha richiesto venticinque ore di discorso senza pause e bevendo solo due bicchieri d’acqua, affrontando tutti i temi cari all’elettorato democratico: i dazi di Trump che rischiano di innescare una recessione, la distruzione della burocrazia federale con licenziamenti indiscriminati e i possibili tagli alla sanità di Medicaid inclusi in una proposta repubblicana depositata alla Camera. Una decisione che da un lato rafforza il profilo nazionale di Booker, dall’altro cerca di ricordare che i democratici sono tuttora il partito dell’americano comune e non una formazione che difende solo lo status quo e il business as usual.

La reazione dei mercati