
Marine Le Pen (Ansa)
In Francia
La strategia di Le Pen: volantini, petizioni, ricorso rapido e la piazza
Jordan Bardella, presidente del Rassemblement national, lancia su X una raccolta firme in difesa della madrina del sovranismo francese. In ventiquattro ore i sostenitori superano quota 300 mila. Dopo la condanna le tessere al partito sono 10 mila in più
Parigi. Dopo la condanna, il Rassemblement national (Rn) lancia la controffensiva. Il partito sovranista francese si stringe attorno alla sua leader, Marine Le Pen, condannata lunedì a quattro anni di carcere e a cinque anni di ineleggibilità con esecuzione immediata per appropriazione indebita di fondi pubblici per l’affaire degli assistenti: moltiplicando le iniziative per accreditarla nell’opinione pubblica come una “vittima” del sistema giudiziario, una “martire” perseguitata da una giustizia politicizzata, la portavoce del popolo contro lo strapotere dei magistrati e le loro “pratiche da regimi autoritari”. Martedì, Jordan Bardella, presidente di Rn e delfino di Marine, ha lanciato su X una petizione in difesa della madrina del sovranismo francese, intitolata: “Salviamo la democrazia, sosteniamo Marine”. Nel testo, la sentenza del Tribunale di Parigi viene definita “uno scandalo democratico” e si denuncia “la dittatura dei giudici, che vogliono impedire la popolo francese di esprimersi”.
“Lanciamo un appello a una mobilitazione popolare e pacifica: firmate la nostra petizione di sostegno. Avete sempre potuto contare su Marine Le Pen, sulla sua volontà di difendervi, sul suo patriottismo. Ora lei conta su di voi. Dimostriamo a coloro che vorrebbero aggirare la democrazia che la volontà del popolo è più forte!”, si legge in chiusura della petizione. Secondo le informazioni del Foglio, in ventiquattro ore, la petizione pro Marine ha ottenuto 300 mila firme. E la condanna, sempre secondo le nostre informazioni, ha generato 10 mila nuove adesioni al partito. Il messaggio della petizione, “Sauvons la democratie, soutenons Marine”, figura anche nelle migliaia di volantini che i militanti Rn stanno distribuendo in tutto il territorio francese. Il volantinaggio è iniziato martedì a Hénin-Beaumont, feudo elettorale di Marine, nel dipartimento del Pas-de-Calais, e continuerà fino a domenica, giorno in cui il Rassemblement national ha organizzato un grande meeting di sostegno a a Parigi, a place Vauban, cui parteciperanno i pesi massimi del partito, dal presidente, Jordan Bardella, al suo vice, Louis Aliot, ma anche il principale alleato di Rn, l’ex leader dei gollisti Éric Ciotti.
“L’idea è di continuare a fare pressione finché non vinceremo.Ce la giocheremo in stile Martin Luther King, porteremo avanti pacificamente le nostre idee finché il sistema non sarà in ginocchio”, ha detto a France Info un fedelissimo di Le Pen. Martedì, la Corte d’appello di Parigi ha annunciato che esaminerà il caso Le Pen “entro un lasso di tempo che dovrebbe portare a una decisione entro l’estate del 2026”. In caso di assoluzione o di condanna con ineleggibilità ma senza esecuzione immediata, la leader sovranista potrebbe candidarsi per la quarta volta all’Eliseo e avrebbe almeno otto mesi per fare campagna. In caso di conferma della sentenza di primo grado, sarebbe invece costretta a lanciare (e a bruciare?) il suo delfino, Bardella: sarebbe lo scenario peggiore per Le Pen.


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