Editoriali
Riva e la gauche
Perché chi ritiene Vendola innocente non ha dubbi sui patron di Ilva?

La presidente della Corte d'Assise Stefania D'errico durante la lettura della sentenza al processo Ambiente Svenduto (Foto Ansa) <br />
La sentenza Ilva è stata definita “storica”, e senza ombra di dubbio lo è per le motivazioni, il valore simbolico e l’entità delle condanne: 26 condanne, 270 anni complessivi di carcere e confisca degli altiforni. In larghissima parte l’accezione è stata intesa positivamente. La più grande acciaieria d’Europa, o meglio la gestione privata dal 1995 al 2012, è stata un “disastro ambientale”: ha devastato salute e ambiente violando le leggi. Le condanne più elevate sono state inflitte ai “padroni”, 22 anni all’amministratore Fabio Riva e 20 anni al fratello e presidente Nicola Riva. I figli del patron Emilio la figura perfetta per incarnare i “villain” (i cattivi della situazione) e, infatti, nessuno se l’è sentita di esprimere un dubbio o spendere una parola in loro favore a proposito di una condanna senza precedenti.
Insieme a loro è stato condannato a 3 anni e mezzo Nichi Vendola, per concussione aggravata, per aver cercato cioè di fare pressioni che favorissero i crimini ambientali dei Riva. L’ex governatore della Puglia, dopo aver lasciato la politica per questa inchiesta e dopo anni di silenzio, si è ribellato alla sua condanna, esprimendo parole durissime: “Mi ribello a una giustizia che calpesta la verità”, ha detto Vendola, parlando di una “mostruosità giuridica” e di una condanna “senza l’ombra di una prova”: è “l’ennesima prova di una giustizia profondamente malata, i giudici hanno commesso un grave delitto”. L’ex leader della sinistra ambientalista, giustamente e legittimamente, difende la sua innocenza e la sua storia politica. E a Vendola sono arrivate tantissime manifestazioni di solidarietà, da parte di tanti che credono fermamente nella sua estraneità. Sono gli stessi che, però, non hanno tanti dubbi sulla colpevolezza dei Riva e degli altri imputati. Ma proprio il caso di Vendola, per chi crede nella sua innocenza, dovrebbe indurre a riflettere anche sulle condanne inflitte a tutti gli altri imputati dai medesimi giudici.