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Una legge che obbliga i giornali a pubblicare le assoluzioni. Costa (FI): "Norma di civiltà"
Passa in Commissione Giustizia alla Camera la norma voluta dal presidente dei deputati di Forza Italia che obbliga i media a dare immediata pubblicità alle sentenze di assoluzione (nelle stesse modalità in cui hanno pubblicato le notizie delle indagini)
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29 APR 26
Ultimo aggiornamento: 04:56 PM

Indagini in prima pagina, assoluzioni in piccoli trafiletti (sempre che ci siano). Oggi in Commissione Giustizia alla Camera è stata approvata una proposta di legge sull'obbligo di pubblicare le sentenze di assoluzioni o proscioglimento. "Uno stato liberale che chiama una persona a rispondere di un reato deve garantire che questa persona, ove dopo anni risulti innocente, sia la stessa persona come immagine, credibilità, reputazione: e l'obbligo di pubblicazione delle sentenze di assoluzione con uno spazio adeguato a quello riservato alle notizie delle indagini va in questa direzione". Lo dichiara in una nota Enrico Costa, presidente dei deputati di Forza Italia e primo firmatario della proposta. "Una norma di civiltà – secondo il forzista – che dall'11 maggio passerà all'esame dell'Aula". A fronte di "pagine e pagine dedicate alle inchieste giudiziarie, alle indagini, ai provvedimenti cautelari, lo spazio riservato alle notizie delle assoluzioni è se non nullo, molto spesso ridotto ai minimi termini – prosegue Costa –. Eppure chi è stato indagato o imputato, e risulta innocente ha diritto di vedersi restituita la reputazione spesso compromessa da un processo mediatico amplificato".
Presentata il 24 novembre 2022, quando Costa era ancora fra i deputati di Azione, la proposta prevede che su richiesta dell’imputato assolto con sentenza divenuta irrevocabile o dell’indagato prosciolto, il direttore o il responsabile della testata giornalistica, radiofonica, televisiva o online che abbia dato notizia dell’avvio del relativo procedimento penale (così come di dichiarazioni, informazioni o atti oggetto del procedimento stesso) "è tenuto a dare immediata pubblicità alla sentenza di assoluzione o di proscioglimento con le stesse modalità, lo stesso spazio e la stessa evidenza data alla notizia dell’avvio del procedimento penale", o alle varie dichiarazioni e atti oggetto del procedimento. Nel caso in cui mancato adempimento, l'interessato potrà rivolgere una segnalazione al Garante per la protezione dei dati personali, affinchè, nelle quarantotto ore successive al suo ricevimento, possa provvedere ai sensi dell’articolo 144 del Codice in materia di protezione dei dati personali.