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Su Minetti restano solo le bufale. Il parere dell'Interpol
Dalle prime verifiche nessun elemento per cambiare parere sulla grazia. Il "caso" si sgretola alla prova dei fatti
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7 MAY 26
Ultimo aggiornamento: 03:47 PM

Fonti della procura generale di Milano hanno reso noto che le risposte parziali finora fornite dall’Interpol non sono tali da comportare una modifica nel parere trasmesso al ministero della Giustizia in merito alla grazia a Nicole Minetti, poi concessa dal presidente Sergio Mattarella. Se gli elementi forniti dall’Interpol fossero stati determinanti per rimettere in discussione la domanda di grazia, la procura generale di Milano si sarebbe mossa immediatamente. Allo stato, invece, gli ulteriori approfondimenti confermano gli elementi forniti dalla difesa dell’ex consigliera regionale e la correttezza della decisione assunta nei mesi scorsi, poi messa in discussione dal Fatto con una serie di inchieste. Insomma, il “caso” Minetti sollevato dal quotidiano diretto da Travaglio si sta sgretolando sempre di più alla prova dei fatti.
Nessuna irregolarità nella procedura di adozione del bambino in Uruguay da parte di Minetti e del compagno Giuseppe Cipriani. Nessuna “bugia” sulle condizioni di abbandono del minore da parte dei genitori biologici. Nessuna causa avviata da Minetti contro questi ultimi. Nessun mistero sulla morte dell’avvocato che per prima si occupò della situazione del bambino (e che, si è scoperto, diede pure un parere favorevole all’adozione da parte di Minetti). Nessuna menzogna neanche sul fronte del supporto medico fornito da Minetti e Cipriani al bambino, realmente portato a Boston per effettuare un’operazione grazie a un provvedimento di affidamento temporaneo da parte dell’ente uruguaiano che si occupa delle adozioni. Nessun riscontro neppure sulla condotta dissoluta che Minetti porterebbe avanti nella villa in cui vive con Cipriani in Uruguay. Del grande romanzo messo in piedi dal Fatto, basato su suggestioni, illazioni e allusioni in chiave thriller e poliziesca, sembra non restare niente. Un paese intero, Quirinale incluso, per settimane è andato dietro a una bufala.