•
Il diritto si confronta con coscienza e diritti umani attraverso Antigone
Tre giorni di studio sulla tragedia di Sofocle come chiave per leggere i conflitti tra legge, giustizia e libertà individuali. Dal diritto di famiglia alla guerra in Ucraina, giuristi e magistrati a confronto sui grandi temi del diritto contemporaneo in un corso di formazione promosso dalla Scuola Superiore di Magistratura
**Catenaccio:**
Alla Scuola Superiore di Magistratura tre giorni di studio sulla tragedia di Sofocle come chiave per leggere i conflitti tra legge, giustizia e libertà individuali. Dal diritto di famiglia alla guerra in Ucraina, giuristi e magistrati a confronto sui grandi temi del diritto contemporaneo.
di
15 MAY 26
Ultimo aggiornamento: 01:51 PM

Antigone condannata a morte da Creonte, Diotti Giuseppe, 1845, pittura a olio su tela, 375 cm x 275 cm
La figura di Antigone come strumenti di formazione per i magistrati. È l'iniziativa promossa dalla Scuola Superiore di Magistratura, insieme alla formazione decentrata del distretto di Catania, che si è tenuta dal 13 al 15 maggio al Siracusa International Institute for Criminal Justice and Human Rights, storico centro di studi giuridici fondato da Giuliano Vassalli, tra i più autorevoli giuristi italiani e padre della riforma del codice di procedura penale.
La tragedia di Antigone è stata utilizzata come chiave di lettura dei conflitti tra diritto, giustizia, coscienza individuale e diritti fondamentali, con riferimento ai grandi temi del diritto contemporaneo. La sessione inaugurale, dedicata al diritto costituzionale e alla filosofia del diritto, ha visto gli interventi dei professori Alberto Andronico, Giacomo D’Amico e Alessio Lo Giudice, che hanno offerto una rilettura moderna della figura di Antigone come simbolo della disobbedienza civile e del conflitto tra diritto positivo e diritto naturale. Al corso hanno partecipato magistrati provenienti da tutta Italia, i quali hanno potuto assistere anche a una rappresentazione teatrale della tragedia di Sofocle.
La riflessione del professor Andronico ha richiamato la lettura hegeliana della tragedia: Antigone non rappresenta semplicemente il bene contrapposto al male, ma un “dramma nel dramma”, nel quale entrambe le parti in conflitto – Antigone e Creonte – incarnano ragioni e torti insieme. Da una parte la giovane protagonista, che sfida l’editto del sovrano per dare sepoltura al fratello Polinice, in nome della giustizia dei padri e dei legami di sangue; dall’altra Creonte, rappresentante dell’ordine statuale e della legge costituita.
La seconda giornata si è invece concentrata sul diritto di famiglia. Tra i relatori il professor Nicolussi dell’Università Cattolica e la consigliera di Cassazione Rita Russo, che hanno affrontato temi di grande attualità come la procreazione medicalmente assistita, le pronunce della Corte costituzionale in materia di adozione e filiazione e i nuovi modelli familiari.
Un passaggio del corso è stato dedicato alla tutela dei minori, con l’intervento di Roberto Di Bella, presidente del Tribunale per i Minorenni. Si è discusso poi di diritto penale e penitenziario, con una sessione dedicata alla funzione rieducativa della pena, alle condizioni delle carceri alla luce dei parametri normativi e giurisprudenziali e ai diritti dei detenuti. A chiudere i lavori, la tavola rotonda in cui si è discusso del rispetto dei diritti umani nei conflitti contemporanei. Il tema è il difficile equilibrio tra diritto e forza negli stati di emergenza: fino a che punto, in tempo di guerra, i diritti fondamentali possano essere compressi in nome della sicurezza e della sovranità statale? Ne ha parlato il giudice della Corte europea dei Diritti dell’uomo, Raffaele Sabato, che si concentrato in particolare sul conflitto russo-ucraino e sulla tutela delle popolazioni civili. Insieme a lui anche il presidente emerito della Corte di Cassazione, Giovanni Canzio, e il prof Antonio Ruggeri.