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Lezioni da Garlasco? Macché
Nordio pone un problema di sistema, Caselli la butta in caciara. Non ci siamo
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15 MAY 26

Foto LaPresse
Il Guardasigilli Carlo Nordio ha cercato di uscire dal bailamme mediatico del festival di Garlasco per porre un problema di sistema: come è possibile che venga condannato un indagato che è già stato assolto due volte? Le assoluzioni precedenti non costituiscono, di per sé, un “ragionevole dubbio” sulla sua colpevolezza? Si tratta di una questione seria, già affrontata dal Parlamento che vent’anni fa aveva approvato una legge, proposta da Pecorella, che poneva limiti seri all’appellabilità delle sentenze di assoluzione, ma che fu poi dichiarata incostituzionale dalla Consulta, in base a una discutibile considerazione sulla differenza che si creava in quel modo tra accusa e difesa, senza tener conto del principio garantista “in dubio pro reo”.
Gian Carlo Caselli replica cercando di riportare la questione di sistema, seria e rilevante, al livello caciaresco della vicenda Garlasco, criticando Nordio perché, in questo modo, si sarebbe schierato per l’innocenza di Alberto Stasi, configurando così un’intromissione del ministro in una procedura in corso. E’ un modo un po’ furbesco di evitare di entrare nel merito di un problema reale. Nordio aveva detto che “questa situazione paradossale nasce da una legislazione che dovrebbe essere cambiata, ma è molto difficile”.
Piuttosto che alimentare polemiche infondate, Caselli dovrebbe dare un parere costruttivo sul modo in cui si possa superare questa “situazione paradossale”. Assumendo il ruolo di accusatore di chi ha sollevato il problema, sembra invece che ricada nella sua antica postura giustizialista, il che non è certo un passo nella direzione giusta, anche per lui. Se dalla visibilità esagerata del caso Garlasco uscisse, almeno, la creazione di uno spazio di discussione critica, ma orientata a cercare soluzioni che superino le evidenti incongruenze del sistema, dal male, come raramente accade uscirebbe qualcosa di buono, ma è difficile sperarlo se anche persone come Caselli scelgono la strada sbagliata.