“Ho tifato per la scelta Draghi, aiuterà la Lombardia” (e la Lega)

Guido Guidesi, neo assessore allo Sviluppo economico, giorgettiano, spiega la svolta e quello che occorre fare
11 FEB 21
Ultimo aggiornamento: 09:24
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Portava i pantaloni corti quando il Senatur calcava il pratone di Pontida alla testa della “sua” Lega e lui, Guido Guidesi da Codogno, si sentì subito coinvolto da quei ragionamenti ruvidi ma concreti, sinceri. Padani. Poi, senza mollare il lavoro (fiscalista e poi bancario) il “ragiunàt” Guidesi ha scalato il partito, prima nella sua terra, per arrivare poi nel 2013 a Roma, alla Camera. Matteo Salvini l’ha voluto nel governo Conte 1, come sottosegretario alla presidenza del Consiglio: compito delicato, nel cuore del potere. Ma il suo punto di riferimento nella Lega è sempre stato Giancarlo Giorgetti, prodigo di suggerimenti, sempre ascoltati.
Ora che Attilio Fontana l’ha portato – dopo il rimpastone, nella giunta con la Moratti – alla guida dell’assessorato allo Sviluppo economico, Guidesi è tornato nella sua terra, con l’arduo compito di raddrizzare un’economia massacrata dal virus. Ma non rinuncia a dire la sua sulla mutazione della Lega e l’erigendo governo Draghi: “Personalmente ho tifato per questa soluzione: è una scelta responsabile. C’è un percorso che la Lega e Matteo Salvini hanno avviato da tempo. Infatti per il primo partito italiano (la Lega) è arrivato il momento di rinunciare a qualche interesse elettorale per contribuire a risollevare il paese. Una scelta di maturità e responsabilità”, scandisce Guidesi. “La Lombardia può trarre giovamento dall’esecutivo Draghi, a partire dal rapporto istituzionale” (il riferimento è ai recenti scontri sulla veridicità dei dati Covid). “Noi contiamo di avere un rapporto di reciproco aiuto. Mi aspetto che il governo Draghi ci dia una mano sul Tribunale europeo dei brevetti, promuovendo la necessaria attività diplomatica e poi ci sono i decreti attuativi a favore delle imprese, congelati dall’esecutivo Conte 2”.
Guidesi ha accettato di buon grado l’incarico in giunta propostogli da Fontana, perché “per un leghista seguire la propria gente è la cosa più bella che ti possa capitare” ed è entrato subito nel cuore del progetto “fase due” che parte innanzitutto “dalla necessità di velocizzare le vaccinazioni, perché questo ci consentirà di far partire rapidamente la ripresa economica, soprattutto per le attività del terziario. Qualsiasi attività economica che resta ferma un anno è insostenibile per qualsiasi imprenditore: la tutela della salute per noi deve andare di pari passo con quella del lavoro. La politica dei ristori raggiunge compensazioni limitate”. Ma naturalmente non ci sono solo i ristori “oggi occorre cambiare marcia, va tutelato il tessuto produttivo. Ci sono settori che, grazie al cambio forzato dei consumi, come l’e-commerce e la rete distributiva, sono cresciuti”. Ma il tessuto è fatto dalle filiere, dove magari “il capofila marcia a 150 l’ora ma dietro la componentistica è molto più lenta. Il nostro compito è il che il sostegno arrivi a tutta la filiera. Altrimenti rischia di rompersi. Sapendo che, anche a causa della pandemia, molte imprese hanno imparato a fare squadra. E noi su questo dobbiamo investire”.
Una delle caratteristiche della Lega è non perdere di vista il risvolto sociale e allora “dobbiamo accompagnare la competitività anche quando un’impresa punta sul welfare di secondo livello, magari con una mensa o una palestra, che possono tornare utili nel comune dove risiede. Si può, si deve connettere pubblico e privato”, spiega Guidesi.
Per battere la burocrazia e garantire competitività “occorre una unica centrale di coordinamento delle attività che riguardano il mondo dell’impresa – in regione ad esempio – per soddisfare tutte le esigenze con un solo interlocutore e rendere più agile l’attività”. Occorre dimensionare la regione in un’ottica di sostegno allo sviluppo, perché l’ingegno e la laboriosità dei lombardi se si alleano con la regione possono aiutare la Lombardia a tornare il motore d’Europa”.
Fin qui le strategie ma l’assessore alle Attività produttive non trascura gli interventi sul campo, come la richiesta di prolungare l’orario di apertura dei ristoranti fino alle 22, “nel rispetto, ovviamente, delle misure di contrasto e contenimento dell’epidemia”. O l’impiego dei medici del lavoro: “Bisogna fare in modo – spiega Guidesi – che tramite le associazioni di categoria e le Asst, le aziende che lo vorranno possano utilizzare, all’interno delle loro sedi operative, i medici del lavoro per vaccinare i lavoratori. Una scelta con due finalità. Da una parte decongestionare le strutture sanitarie che, da oltre un anno, sono sotto pressione per l’emergenza Covid. Dall’altra consentire al sistema economico della Regione Lombardia di ripartire a pieno regime e in totale sicurezza”.
Tra le azioni “sempreverdi” il credito all’impresa, in una fase di grande sofferenza, in particolare per le Pmi. “Nell’emergenza che stiamo attraversando, imprenditori e professionisti hanno bisogno di azioni di sostegno concrete, il nostro obiettivo prioritario è quello di sostenere le attività produttive non solo a superare l’attuale fase critica ma soprattutto a fare in modo che possano rilanciarsi e tornare a competere. La Regione è e sarà sempre dalla loro parte”, conclude Guidesi.