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Viva la Scala, ma Ortombina non firma
La Settima di Mahler, il maestro Daniele Gatti e la soprano Barbara Hannigan, la nuova stagione del teatro milanese si prospetta ricca di emozioni

Foto Ansa
Oltre all’evidenza che vi sono duecento nuovi abbonati under 30 ai concerti della Filarmonica della Scala e che il programma della nuova stagione è una meraviglia, con la Settima di Mahler a inaugurare il prossimo 27 gennaio, il ritorno di Daniele Gatti sul podio e i concerti di Barbara Hannigan a impreziosire, sono molte le belle notizie che arrivano dalla scena musicale milanese. La serata della nuova edizione di MiTo dedicata alla storia del Milan e musicata dall’ineffabile Fabio Vacchi per l’Auditorium è stata un successo; anche le curve sanno mostrare uno spirito sensibile. Il nuovo ministro Alessandro Giuli, un tempo ultrà, può prendere nota. Ce n’è però anche un’altra, meno gradevole, ed è che il nuovo sovrintendente, Fortunato Ortombina, il migliore specialista che il Piermarini potesse augurarsi e la cui nomina venne approvata la scorsa primavera, non risulta avere ancora firmato l’incarico. Pare che attenda garanzie sulla libertà di cui potrà godere nella scelta dei collaboratori, dal direttore musicale a quello del balletto. Alla Scala, che peraltro si regge sui contributi privati in misura maggiore rispetto a quelli pubblici, si teme infatti la longa manus paventata più volte del governo.