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GranMilano
Sarà il lusso a salvare Milano? Perché c'è il boom di hotel 5 stelle
Una città poco strutturata nell’accoglienza di fascia alta, l’enorme flusso di capitali privati. e anche l’housing vola
Il 1° aprile sarà inaugurato a Milano il più grande complesso termale (16 mila metri quadrati) mai realizzato in Italia in un contesto urbano. La struttura, di extra charme, con piscine, bagni turchi e luoghi di relax, è stata costruita all’interno delle ex scuderie De Montel, a pochi passi dall’Ippodromo e dallo stadio di San Siro, grazie a un progetto di un veterano del settore real estate, l’imprenditore-manager romano Massimo Caputi (oggi presidente di Federterme), insieme con i proprietari di Azimut Sgr.
La scoperta di una sorgente naturale a 400 metri di profondità ha fatto scattare l’idea, ma a convincere Caputi e Azimut a investire una sessantina di milioni per rilevare e riqualificare il sito è stata l’incredibile aumento di domanda di hotel, strutture ricettive e servizi di lusso che si registra a Milano negli ultimi anni nonostante i prezzi di affitto e di compravendita in questa fascia siano arrivati alle stelle: 20 mila euro al metro quadrato non è più l’eccezione in pieno centro. Mentre lo sviluppo immobiliare della città è bloccato dalle note vicende politiche e giudiziarie, si moltiplicano le aperture di hotel a cinque stelle e le conversioni di palazzi in residenze di lusso.
Dopo la pandemia e la Brexit, la città ha visto affluire, grazie anche alle agevolazioni fiscali della legge per il rientro degli expat, diverse migliaia di persone appartenenti a quella borghesia degli affari molto liquida a caccia di abitazioni di qualità. A questo fenomeno si è sommato il maggior afflusso di turismo legato a fiere ed eventi (fashion week e Salone del Mobile in particolar modo) ma anche a visite culturali. Milano era impreparata a tutto questo e così è successo che, in una prima fase, sono stati soprattutto gli alloggi privati a dare una risposta in termini di ricettività. Il rapporto Oca (Polimi-CCL), che ha suddiviso i pernottamenti tra quelli registrati in forma imprenditoriale (hotel) e quelli in forma non imprenditoriale (B&B), ha messo in evidenza che a fronte della forte crescita del turismo a Milano, l’offerta alberghiera si è rivelata più che insufficiente. Dal 2008 al 2023, le notti spese dai turisti in città segnano un raddoppio, passando da 7 milioni a 14 milioni. Ebbene, mentre la ricezione alberghiera nello stesso lasso di tempo è cresciuta solo del 14 per cento (più 7.900 posti letto rispetto al 2008), la capacità ricettiva extra alberghiera è cresciuta di 15 volte, fino a contare più di 70 mila posti letto e arrivando a coprire il 36 per cento delle presenze turistiche.
E’ stata l’ospitalità turistica di abitazioni private ad avere assorbito più di un terzo delle notti spese nel comune ed è abbastanza evidente che questo ha contribuito a far aumentare i prezzi degli affitti sul mercato, visto che un’intera quota del patrimonio residenziale milanese è stata convertita al business. Ma proprio la carenza di posti letto, soprattutto di fascia alta, ha acceso la fantasia degli investitori: sarà il lusso a salvare la città? Di sicuro, di capitali ne stanno arrivando complice la discesa dei tassi di interesse che sta favorendo gli investimenti nel settore immobiliare nonostante l’aumento dei costi di costruzione. Secondo una rilevazione di Jll (Jones Lang LaSalle), dal 2021 a oggi sono state aperte a Milano circa 1.700 camere di albergo di cui 600 nel segmento lusso e nei prossimi tre anni ne saranno aperte altre 1.100, di cui 700 nella fascia cinque stelle. Un trend crescente di cui sta approfittando anche il Comune di Milano per trasformare alcuni suoi uffici storici: il palazzo Ciro Fontana, alle spalle della Galleria Vittorio Emanuele, è stato da poco dato in concessione per 36 anni al gruppo Sina Hotels che ne farà una struttura cinque stelle.
Operazione simile a quella realizzata lo scorso anno con il Palazzo dei Portici Meridionali, proprio di fronte al Duomo, assegnato, sempre in concessione, alla Siam, Società incremento alberghiero Milano, che fa capo a un gruppo variegato di investitori privati. Le aperture di nuovi alberghi in città sono sempre più frequenti, ma vanno anche molto di moda soluzioni ibride per l’ospitalità di lusso come Casa Brera del gruppo Statuto (gestito da Marriot) e gli appartamenti di Rocco Forte tra via della Spiga e via Manzoni, solo per fare qualche esempio. Senza contare la straordinaria compravendita del palazzo di via Montenapoleone 8, tra Blackstone e il gruppo francese Kering, il quale pare stia cercando di rimettere sul mercato l’immobile acquistato lo scorso anno per 1,3 miliardi. E’ questa, probabilmente, una storia diversa dalle altre ma comunque indicativa della crescita esponenziale delle quotazioni raggiunte nel Quadrilatero della moda e della nuova tendenza dei gruppi del fashion a bilanciare i conti con i rendimenti immobiliari nelle capitali europee.
Un gran movimento con molti zeri che sembra contrapporsi alla frenata degli interventi di edilizia residenziale e di housing sociale che dovrebbero dare una risposta al fabbisogno abitativo di lavoratori e studenti. Nella ricchezza, c’è poi un livello anche superiore: gli ultimi piani della Torre Velasca. Rilevato alcuni anni fa dal gruppo Hines, l’edificio è stato riqualificato e di recente sono stati ceduti in gestione 72 appartamenti al gruppo degli Emirati Arabi Sunshine che, a sua volta, potrà affittarli per periodi brevi o lunghi a una clientela molto benestante proveniente dal Middle East. Ovviamente, qui, non potrà mancare il primo Sushi Samba italiano, uno dei ristoranti più “in” del momento nel mondo.