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Vannacci fa pesca libera in Regione e Comune. Gli identikit
Dopo Macconi e Ferrazza serve un terzo consigliere per costituire un gruppo, al Pirellone circolano diversi ipotesi sul nuovo arrivo che garantirebbe una presenza politica ufficiale e anche i fondi che spettano ai gruppi consiliari. Le ripercussioni su Palazzo Marino
4 GIU 26

Foto ANSA
Legnano come Vigevano? E’ il tema più significativo che suscita la seconda tornata del voto amministrativo lombardo, con Vannacci che potrebbe cogliere un altro successo dopo quello, sorprendente, conseguito nel centro della Lomellina. Va subito detto che le situazioni sono diverse, due domeniche fa Furio Suvilla ha ottenuto il 14,2 per cento posizionandosi al quarto posto, con il sostegno di due liste di cui una espressione di Futuro Nazionale. A Legnano il movimento di Vannacci non si è presentato ma ha sostenuto Carolina Toia, già consigliera regionale della lista Maroni nel 2013-18, poi candidata sindaco del centrodestra in quota Lega alle comunali del 2020 e adesso terza incomoda – con oltre il 10 per cento – al primo turno a capo di una lista civica. Pochi giorni dopo ha compiuto il passo politicamente più delicato siglando l’apparentamento con Mario Almici, candidato del centro destra arrivato al ballottaggio: il Pd ha gridato allo scandalo in quanto l’accordo sconfesserebbe le prese di distanza dello stato maggiore del centrodestra verso Vannacci.
Dall’altra parte è pronta la spiegazione in caso di vittoria di Almici che deve recuperare oltre 3 punti a Roberto Radice: il partito del generale non era presente alle consultazioni, Toia è sempre stata di area Lega per cui non c’è nessuna novità rispetto alla linea di esclusione di Futuro Nazionale. Una formula che dovrebbe ammortizzare le polemiche ma non l’avanzata del generale che ha già fatto le prime conquiste in Regione cui dovrebbero arrivarne a presto altre. Dopo Macconi e Ferrazza serve un terzo consigliere per costituire un gruppo, al Pirellone circolano diversi ipotesi sul nuovo arrivo che garantirebbe una presenza politica ufficiale e anche i fondi che spettano ai gruppi consiliari. L’identikit tracciato in Consiglio regionale lo descrive come in rotta o comunque insofferente alla linea del partito in cui milita oppure, più prosaicamente, pronto a valutare una nuova stagione politica visto che quella in corso potrebbe essere l’ultima. Dal punto di vista politico è opinione condivisa che un gruppo vannacciano di 3 o anche 4 esponenti non modificherebbe la linea di Fontana che ha già detto no a un rimpasto nonostante Forza Italia abbia raggiunto quota 10 membri con vari arrivi, per cui non c’è spazio a rimaneggiamenti della giunta o della maggioranza.
Maggiori ripercussioni la vittoria di Toia potrebbe averle su Palazzo Marino che tra un anno andrà al voto. Se dopo Vigevano, Legnano e qualche altro comune emerge che i voti di Vannacci possono diventare decisivi per imporsi potrebbe aprirsi quel confronto che al momento non è in agenda anche per la forte opposizione della Lega. Si tratta di consensi, è il ragionamento che circola nella minoranza, che appartengono al centrodestra e non possono essere ignorati se si vuole recuperare il gap con il centrosinistra. Come accaduto in Regione per Futuro Nazionale potrebbe esserci qualche adesione in Consiglio comunale e nei vari municipi ma la vera partita è tutta politica, come spiega al Foglio il neovannacciano Massimiliano Bastoni: “Siamo pronti a discutere un programma e, in un secondo momento, la scelta del candidato sindaco. Se ci sarà un rifiuto la responsabilità di una vittoria del centrosinistra non sarà certamente la nostra”. Il movimento conta a Milano 13 circoli ma manca la struttura: entro un anno sarà pronta, assicura l’ex Forza Italia e con un lungo passato nella Lega, e ci sarà anche la lista con l’ala tricolore.