Il Loggione protesta per i rincari, ma la Filarmonica della Scala regala sé stessa alla città

Fondata nel 1982, l'orchestra ha un rapporto stretto con la Fondazione Teatro alla Scala, con cui condivide musicisti e partecipa alla stagione sinfonica del teatro, collaborando anche in attività congiunte. E sabato si appresta a celebrare il "Concerto per MIlano"

11 GIU 26
Ultimo aggiornamento: 06:00
Immagine di Il Loggione protesta per i rincari, ma la Filarmonica della Scala regala sé stessa alla città

Foto Ansa

Mentre il Teatro alla Scala cerca di gestire le polemiche per il rincaro dei biglietti e degli abbonamenti – con tanto di lancio di volantini dal Loggione alla prima della “Carmen” diretta da Chung Myung-whun – la Filarmonica si appresta a celebrare il “Concerto per Milano” (sabato 13 alle ore 21 in Piazza Duomo). L’evento, giunto alla tredicesima edizione, coinvolge un pubblico eterogeneo per età e gusti musicali, attratto dai grandi nomi della classica e da un’orchestra che è simbolo della città.
La storia della Filarmonica è legata a un grande milanese. Claudio Abbado, nel 1982, volle una nuova realtà musicale per la città e per il suo teatro, con autonomia organizzativa e artistica, sul modello delle prestigiose istituzioni europee. “Se lo hanno fatto i Wiener, perché non dovreste farcela anche voi?”. Con queste parole rivolte ai musicisti, Abbado diede un impulso decisivo a una realtà che negli anni ha visto alternarsi grandi bacchette, accogliere solisti e aprirsi a una mentalità internazionale, conservando però un suono tipicamente italiano, capace di spaziare dal repertorio operistico a quello sinfonico. “E’ un’orchestra eclettica, con un’attività intensa e una cultura musicale molto forte – dice Riccardo Chailly, direttore principale dell’orchestra – che negli anni ha permesso di ampliare notevolmente il repertorio, arrivando ad affrontare le pagine più ostiche del Novecento, come i “GurreLieder” di Schönberg o “DisKontur” di Wolfgang Rihm”. La struttura organizzativa della Filarmonica ha, sin dalla sua fondazione, mantenuto un’autonomia economica rispetto ai fondi pubblici; attualmente UniCredit è main partner istituzionale. L’orchestra ha un rapporto stretto con la Fondazione Teatro alla Scala, con cui condivide musicisti e partecipa alla stagione sinfonica del teatro, collaborando anche in attività congiunte.
Negli anni sono state molte le iniziative per rafforzare il legame con la cittadinanza: le “Prove aperte”, progetti educativi come “Sound, Music!”, attività benefiche e il Concerto per Milano. “Per me e per l’orchestra – continua Chailly – il concerto in Piazza è l’occasione per ampliare il repertorio e intercettare un pubblico non sempre avvezzo a certa musica. Quest’anno, poi, la presenza di un giovane pianista allarga ancora di più la platea coinvolta”. E’ il giapponese Hayato Sumino, semifinalista nel 2021 al “Concorso Chopin” di Varsavia e seguito sui social da milioni di follower che ascoltano le sue esecuzioni. “Penso sia un bene che esistano artisti come Sumino, perché offrono la possibilità a molti di avvicinarsi a grandi opere anche solo tramite il telefono”. Il programma spazia dall’opera russa, con “Aleko” di Sergej Rachmaninov, al musical americano con le danze sinfoniche da “West Side Story” di Leonard Bernstein: mondi sonori diversi che seguono un unico arco espressivo. Al centro il “Concerto in fa maggiore” di George Gershwin, dove convergono linguaggio sinfonico e jazz, accanto alle musiche che Dmitrij Šostakovicčscrisse per il film d’animazione “La storia del sacerdote e del suo operaio Balda”, tratto da una favola di Puškin.