GRAN MILANO
Per l’Iran che resiste, i film in Cineteca
Fino al 7 luglio la rassegna “Cinema iraniano: l’arte del dissenso” esplora esecuzioni, diritti negati e lotte femminili attraverso documentari e film simbolo dell’opposizione al regime. COsì il cinema sfida gli ayatollah
27 GIU 26

Qualsiasi accordo fra Iran e Stati Uniti non cambierà purtroppo le sorti del popolo iraniano che continua a subire una feroce oppressione fra esecuzioni, arresti e condanne a morte. Perciò vi suggeriamo la significativa rassegna cinematografica “Cinema Iraniano: L’arte del dissenso” che si terrà fino al 7 luglio alla Cineteca Milano grazie alla collaborazione con l’associazione Maanà. Iniziata il 24 giugno con la proiezione del documentario della regista Sepehr Atefi, Le donne che hanno detto di NO, che racconta la storia di dieci donne di fede Bahá'í giustiziate perché hanno rifiutato di convertirsi all’islam (la proiezione è stata l’occasione per parlare dell’oppressione verso le minoranze e i dissidenti), si concluderà con un omaggio all’autrice geniale di Persepolis, Marjane Satrapi, scomparsa recentemente. “L’abbiamo scelta per il suo racconto autentico della complessità della nostra storia ma soprattutto per commemorarla perché è stata una donna straordinaria”, spiega la presidente di Maanà, l’attivista Rayhane Tabrizi. “Molto attiva nel movimento Donna, Vita, Libertà, Satrapi ha rifiutato la massima onorificenza francese, la Légion d’honneur, accusando il governo di Parigi e l’Europa di ipocrisia. Vogliamo continuare a darle voce”. Ogni film affronta un aspetto diverso della vita vissuta sotto il regime della Repubblica islamica. Il male non esiste, scritto e diretto da Mohammad Rasoulof, ha vinto l’Orso d’oro al Festival di Berlino nel 2020 e parla della pena di morte attraverso quattro episodi; mentre Scalfire la roccia è un documentario che narra la straordinaria determinazione delle iraniane seguendo l’emancipazione di una donna per sette anni. La Testimone indaga sulla travagliata storia di un’insegnante di danza in pensione che assiste al femminicidio della sua amica Rana. My Stolen Planet invece racconta la doppia vita di tanti iraniani e iraniane che dietro le mura domestiche esercitano il loro diritto alla libertà mentre all’esterno devono sempre guardarsi alle spalle, a meno di “sradicarsi” e fuggire all’estero con conseguenze che possono essere devastanti.