Restyling in vista (con ancora molto da decidere) per il 25esimo anniversario del museo Diocesano. E arriva Artemisia

La direttrice Nadia Righi prepara il terreno per la ricorrenza del 5 novembre, promettendo eventi e attività d'eccezione, ma senza rivelare di più

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Immagine di Restyling in vista (con ancora molto da decidere) per il 25esimo anniversario del museo Diocesano. E arriva Artemisia

Foto Getty

Che per fare le cose bene servano sponsor (o donors o partner) lo si capisce anche osservando in questi giorni i Chiostri di Sant’Eustorgio. “Chiusi un paio di giorni per un evento privato”, spiega al Foglio Nadia Righi, direttrice rigorosa e capace anche nell’arte di trovare i fondi necessari per i progetti e le mostre temporanee che realizza nel suo Museo Diocesano Carlo Maria Martini. Che dalla settimana prossima chiude la collezione permanente e lascia spazio alla collaudata formula serale: aperitivo al bistrot del chiostro + visita delle mostre fotografiche (una dedicata ai vincitori dei Sony Awards, l’altra al fotoreporter elvetico Werner Bischof). A proposito di chiostro: è in mano alla Soprintendenza la nuova gara per l’avvio del progetto esecutivo di riqualificazione del complesso di Sant’Eustorgio, a partire dal cortile dove un tempo c’era l’oratorio della parrocchia (ora traslocato in San Lorenzo).
In attesa di capire quale soluzione sarà adottata (resta valida quella di Cino Zucchi?) resta certo un fatto: il Diocesano va ripensato come complesso e tutt’uno con la Basilica di Sant’Eustorgio, valorizzando la contiguità (appena un muro di separazione) con la splendida Cappella Portinari, gioiello rinascimentale con gli affreschi di Vincenzo Foppa. Meriterebbe, infatti, di essere più nota. In autunno (5 novembre) si festeggeranno i primi 25 anni di vita del Museo inaugurato da Carlo Maria Martini: Righi promette eventi e attività di rilievo, ma oltre non si sbilancia. E’ invece già in agenda – figlia del buon rapporto tra la direttrice ed Eike Schmidt, oggi a Capodimonte di Napoli – il prestito per il tradizionale appuntamento “Capolavoro per Milano”: è un dipinto “di peso” per le dimensioni (257 per 179 cm) e ancor di più per la firma che porta, che è quella della gagliarda Artemisia Gentileschi, che orgogliosamente si definiva “pittora”. Un’opera, di pieno gusto caravaggesco, datata 1630. Righi ha riunito un buon numero di sponsor, perché un prestito tale è un progetto importante: su tutti, main partner è Fondazione Bracco, che contribuirà anche alla realizzazione di nuove indagini scientifiche e diagnostiche non invasive sull’opera.