Come il grande fratello, ma da soli e con un social network

The Circle”, presentato da Netflix a gennaio, è un reality show di nuova generazione. Anziché avere tutti i concorrenti chiusi dentro alla stessa casa, stile Grande fratello, in “The Circle” i partecipanti sono chiusi ciascuno in un appartamento. Tutti da soli, in isolamento come a Wuhan, a comunicare mediante un social network interno che si chiama appunto The Circle, e che viene azionato dal televisore mediante comandi vocali (la finzione è piuttosto malcelata, nessun comando vocale è così preciso). Il bello del reality show è che, usando il social network, ciascun partecipante può fingere di essere ciò che vuole: i maschi possono essere femmine, i magri grassi, i brutti belli. Il problema del reality show è che alla fine tutto si riduce a una manciata di personaggi da soli in pigiama seduti sul divano a parlare con il proprio televisore, a chattare e a commentare i profili social degli altri. Per questo, “The Circle” è eccezionalmente triste, nonostante i partecipanti spesso sopra le righe. E’ anche eccezionalmente contemporaneo.