Il Figlio
Tre è il numero dei capitoli e dei protagonisti: che strano il tempo della vita
Il romanzo di Anna Toscano è un ballo continuo da cui nessuno può dirsi escluso, un’intreccio psicologico che ha il suo esatto punto di caduta nello sguardo del lettore, come avviene nella migliore letteratura
23 MAG 26

Una sequenza torna alla mente leggendo le pagine di Brava Giulia (nottetempo) di Anna Toscano, pur non avendo alcuna stretta attinenza con il romanzo della poetessa e fotografa scomparsa a Venezia - sua città d’elezione - nel dicembre scorso. Si tratta della scena finale de La stanza del figlio di Nanni Moretti, là dove i tre protagonisti: padre, madre e figlia trovano clemenza dal dolore avanzando a piedi lungo la spiaggia. In silenzio ognuno sembra intercettare una propria direzione, quasi andando a separarsi gli uni dagli altri, seppur inevitabilmente restando legati per sempre tra loro, dal dolore come dall’amore. Tre è il numero, tre sono i capitoli, quasi delle lettere che contengono - come tre passi di danza - il sorprendente e teso, come un amore tenuto a lungo segreto, romanzo di Anna Toscano. E tre sono spesso gli elementi che compongono le famiglie contemporanee, almeno in quella parte di mondo occidentale ormai restio all’idea di fare figli e di farne tanti, come si diceva un tempo sognando famiglie tanto rumorose quanto numerose.
Il futuro spacciato come idea è probabilmente il più grande inganno dentro al quale è piombata la nostra società, ma resta il fatto che con tre diventa estremamente faticoso dirsi famiglia, sciogliersi per davvero, darsi uno spazio che sia realmente comune. In tre si resta soli o in alternativa si deve presto imparare a saper ascoltare il silenzio e la sua densità che ha la forma di un continuo rispecchiamento. Un rimbalzo con cui potersi sì riconoscere, ma anche con cui si rischia di deformarsi tendendo di volta in volta troppo all’uno come all’altro. Viene in soccorso così Venezia città di ombre che siano di luce come d’acqua, città in cui rispecchiarsi è la cosa più lontana dal potersi riconoscere e Toscano lo sa benissimo, come filtra con delicata evidenza dalle sue pagine sempre in bilico tra sogno e rimpianto, tra desiderio e urgenza di fuggire per nascondersi: non tanto per non farsi più trovare, ma per farsi trovare il più tardi possibile. Brava Giulia può certamente dirsi un romanzo di formazione sempre che queste etichette un po’ stanche siano ancora in grado di suggerirne la forma, ma nel caso la formazione va intesa per tutti e tre i personaggi, nonostante le rassicurazioni paterne che pretendono di portare ordine in quell’eccezione materna che troppo spesso è confusa con il disordine. Il romanzo è un ballo continuo da cui nessuno può dirsi escluso, un’intreccio psicologico che ha il suo esatto punto di caduta nello sguardo del lettore, come avviene nella migliore letteratura. Dunque tre figure che mutano di ruolo rifrangendo alla luce, un movimento tutto sentimentale che però lascia la madre al centro, nodo cruciale delle vite del padre e della figlia: «ti devo proprio dire che una delle più grandi gioie della mia vita è stata quando ho saputo che ero incinta, incinta di te, lo sai, te l’ho detto tante volte. Non me lo aspettavo, avevo passato i quarant’anni e tuo padre e io vivevamo vite molto distinte».
La madre descrive il senso di una felicità tanto inaspettata quanto ovvia e stabilisce una distinzione che sta - anche quando pare irriducibile - solo nella vita e mai nelle persone. Il romanzo di Anna Toscano offre la tranquillità di una meditazione e la forza della giusta misura. La conseguenza estrema di uno scontro è sempre una distensione, non per sforzo, ma per naturalezza, come le onde in laguna, come la luce nelle calli. Tutto si adegua per ordine naturale, anche quando non si è mai per davvero adeguati al compito dato, alle proprie ambizioni, alle aspettative degli altri. Tutto si sistema non per il meglio, ma per il giusto, tutto vive nell’ordine delle cose date e non in quelle prese: «Che strano il tempo della vita, pensò Giulia». Questo è un primo, bellissimo romanzo.