il figlio
Sono solo una comprimaria che paga i conti. Ignorata dai gatti
Non è un segreto dai, lo sanno tutti. Ma mi rifiutavo di guardare in faccia la realtà
3 LUG 26

Foto Ansa
Da qualche giorno la casa è vuota, a parte i gatti. Quindi dovrei dire che adesso la casa è piena soltanto di gatti e di peli di gatti e di cibo per gatti (avvertenza per gli allergici ai gatti: non leggete questo articolo, oppure tenete a portata di mano un antistaminico. In generale però, se non vi piacciono i gatti potete anche leggere gli articoli di qualcun altro).
I gatti, senza i ragazzi per casa, si annoiano. Non vanno più in skateboard, non lottano fra loro, non si contendono l’amore di nessuno né il posto migliore sul divano. Non hanno fame, non hanno pretese, non sento le corse lungo il corridoio, la notte nessuno mi sveglia con delle zampate in faccia. Io sto tutto il giorno in casa e mi sforzo di avere un po’ di iniziativa, ieri ho cambiato marca di scatolette per dar loro un brivido di novità, ho lanciato varie palline, ho creato dei diversivi con gli elastici per capelli, ho lasciato scatole di cartone aperte per terra. Ma è inutile fingere, come in quella vecchia canzone di Vasco Rossi: non è un segreto dai, lo sanno tutti.
Tutti tranne me. Mi ostinavo a non voler guardare in faccia la realtà.
Mi sono resa conto, in questa situazione inedita, di essere da anni un personaggio di secondo piano per i miei gatti: una comprimaria che paga i conti. Anzi, non so perchè dico ancora: i miei gatti. E’ evidente che non sono miei, nonostante portino il mio cognome: quando apro la porta di casa e li trovo tutti e tre lì davanti, vedo la delusione nei loro occhi gialli, nei loro occhi verdi. Mi guardano, girano le code, tornano ai loro posti sdegnati. Sì, sono soltanto io, mi dispiace. Loro sperano ogni volta che sia tornata mia figlia, o almeno mio figlio. O almeno il cane. Sperano nella ventata di giovinezza, nei giochi con le pistole ad acqua, ma semplicemente sperano di rivedere i loro veri compagni di vita, le persone con cui vogliono passare il tempo in cui non dormono. Io sono un ripiego, sono utile perché riempio le ciotole e metto i cubetti di ghiaccio nell’acqua, ma non ho carisma, non ho leadership. Una volta non era così, una volta la regina ero io. Potrei dire di avere abdicato, perché questa è una casa per giovani anarchici, ma la verità è che sono stata giustamente scavalcata: non ho fatto abbastanza attenzione alle differenze di carattere e di gusti, ad esempio non sapevo che il gatto bianco e nero preferisse il cibo un po’ in brodo mentre quello tigrato vuole essere chiamato tre volte, non una di più, non una di meno. Quando i miei figli sono partiti, mi hanno fatto mille raccomandazioni: attenta alle finestre aperte, controlla sempre l’acqua, tieni conto che Clodia ha bisogno di mangiare per prima, sennò va in paranoia greve, ricordati che Lupin vuole essere preso in braccio un attimo prima di cena e portato fino alla ciotola, perché è troppo orgoglioso per mangiare di sua spontanea volontà: deve fingere di non avere fame e di farci un favore, è il suo modo di esercitare il potere. E poi ricordati di aprire un po’ la porta di casa, falli uscire sul pianerottolo, da’ loro l’illusione di essere randagi per qualche minuto, poi fingiti un accalappiagatti così si spaventano e rientrano di corsa con il pelo ritto. Sto facendo tutto quello che mi è stato ordinato, ma anche di più, sto elargendo premietti e permessi speciali per camminare sul tavolo della cucina e per affacciarsi alla finestra. Corro dei rischi. Ma ottengo al massimo una svogliata carezza di coda sulla caviglia. Anche questa è l’età adulta: accettare di non essere la più amata.
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Annalena Benini, nata a Ferrara nel 1975, vive a Roma. Giornalista e scrittrice, è al Foglio dal 2001 e scrive di cultura, persone, storie. Dirige Review, la rivista mensile del Foglio. La rubrica di libri Lettere rubate esce ogni sabato, l’inserto Il Figlio esce ogni venerdì ed è anche un podcast. Ha scritto e condotto il programma tivù “Romanzo italiano” per Rai3. Il suo ultimo libro è “I racconti delle donne”. E’ sposata e ha due figli.
