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Più Erri De Luca, meno Mamdani
Disertare la Israel Parade a New York non è un gesto di coraggio. Scelte comode
2 GIU 26

TLa scelta di Zohran Mamdani di non partecipare alla Israel Parade di New York non è una piccola scortesia protocollare. E’ un segnale politico. E i segnali, soprattutto in una città come New York, contano. New York non è una città qualsiasi: è una delle capitali mondiali dell’ebraismo, il luogo in cui la comunità ebraica americana ha costruito pezzi fondamentali della propria storia, della propria sicurezza, della propria libertà. Un sindaco può criticare il governo israeliano, può contestare Netanyahu, può invocare con forza il diritto dei palestinesi ad avere uno stato. Ma quando sceglie di disertare una manifestazione che per molti ebrei non è una parata di governo ma un rito di appartenenza, non sta facendo diplomazia. Sta facendo identità.
Testo realizzato con AI
Il punto non è chiedere a Mamdani di diventare filoisraeliano. Il punto è chiedergli di essere sindaco anche di chi non la pensa come lui. Garantire la sicurezza della parata è doveroso, ma non basta. La sicurezza è il minimo sindacale dello stato civile, non il massimo della vicinanza politica. Un sindaco non dovrebbe limitarsi a proteggere una comunità mentre le volta le spalle. Dovrebbe avere il coraggio di dire: posso non condividere tutte le vostre posizioni, posso criticare duramente Israele, ma la vostra paura mi riguarda, la vostra solitudine mi riguarda, il vostro diritto a non sentirvi stranieri nella vostra città mi riguarda.
E qui il confronto con Erri De Luca diventa utile. De Luca, che non arriva certo dalla destra, ha fatto una cosa oggi quasi rivoluzionaria: ha rimesso ordine nelle parole. Ha ricordato che sionismo non significa espansionismo, che riconoscere Israele non significa approvare ogni governo israeliano, che parlare di due stati significa riconoscere che uno dei due deve essere Israele. Si può discutere tutto di De Luca, ma non il punto essenziale: ha scelto di irritare la propria tribù invece di coccolarla.
Mamdani fa l’opposto. Non distingue: si assenta. Non chiarisce: manda un segnale. Non complica: semplifica. Ma la politica seria comincia proprio dove finisce la semplificazione. Più Erri De Luca, dunque, meno Mamdani. Più grammatica, meno tifoseria. Più coraggio di distinguere, meno comodità di boicottare. Perché si può difendere la causa palestinese senza trasformare la parola Israele in una colpa. E si può criticare uno stato senza far sentire una comunità meno a casa propria.